Inchiesta sulla sanità siciliana, caso archiviato per Cuffaro ed altri politici e imprenditori

redazione

Inchiesta sulla sanità siciliana, caso archiviato per Cuffaro ed altri politici e imprenditori

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venerdì 04 Settembre 2026 - 15:00

Si chiude con una serie di archiviazioni un importante capitolo dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla gestione della sanità siciliana. Il Gip di Palermo Stefania Brambille ha disposto l’archiviazione per la parte dell’indagine rimasta ancora aperta, coinvolgendo politici, imprenditori e dirigenti regionali. Tra le posizioni archiviate c’è anche quella dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro. Per Cuffaro, in particolare, viene meno il procedimento nel quale gli veniva contestata la turbata libertà dello svolgimento di un concorso. La vicenda era inserita nella più ampia inchiesta sugli illeciti nella gestione degli appalti, delle nomine e dei concorsi nel sistema sanitario regionale.

L’indagine aveva avuto un’evoluzione complessa. Nel marzo scorso la Procura di Palermo aveva notificato nove avvisi di conclusione delle indagini nell’ambito del filone relativo alla gestione della sanità, coinvolgendo, oltre a Cuffaro, anche dirigenti, imprenditori e altri soggetti. Al centro dell’inchiesta erano rimasti due episodi: una gara per il servizio di ausiliariato dell’Asp di Siracusa, ritenuta dagli investigatori irregolare, e un concorso per 15 posti da operatore socio-sanitario all’ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stato pilotato. Successivamente, per alcune delle posizioni ancora oggetto di accertamento, la Procura ha chiesto l’archiviazione. Il Gip ha quindi disposto la chiusura del procedimento per i soggetti interessati, compreso Cuffaro.

La vicenda giudiziaria si inserisce in un quadro più ampio che aveva suscitato forte attenzione politica e mediatica in Sicilia, proprio per il coinvolgimento di esponenti politici e figure legate ai vertici della sanità regionale. L’archiviazione, va ricordato, riguarda specificamente le contestazioni oggetto del procedimento e non equivale a una sentenza di assoluzione: significa che, per quelle ipotesi di reato, non sono stati ravvisati elementi sufficienti per proseguire l’azione giudiziaria. Per Cuffaro si tratta dunque di un passaggio giudiziario significativo, con la chiusura del fascicolo relativo alla presunta turbativa del concorso, all’interno di una complessa inchiesta che aveva acceso i riflettori sui rapporti tra politica, imprenditoria e sistema sanitario siciliano.

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