Dopo i cento giorni

Vincenzo Figlioli

Punto Itaca

Dopo i cento giorni

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venerdì 04 Settembre 2026 - 09:00

A Marsala l’amministrazione Patti è in carica da cento giorni. In passato, quest’arco temporale veniva considerato come una prima tappa, utile a comprendere modalità d’azione e metodo di una Giunta. In realtà, questi tre mesi sono sembrati una sorta di prologo in cui la sindaca, i suoi assessori (nominati in due diversi step) e la maggioranza si sono dovuti confrontare prevalentemente con situazioni emergenziali (l’incendio alla Sarco, le disfunzioni del servizio idrico), scadenze immediate (la stesura del calendario degli eventi estivi, la pulizia delle spiagge, la dead line del PNRR), decisioni impopolari (l’aumento della Tari). In mezzo c’è stato qualche antipatico imprevisto (il caso del delfino o quello del cimitero) e, soprattutto, la scelta che più ha diviso l’opinione pubblica: la rimozione delle panchine in piazza Matteotti. Proprio quest’ultima, paradossalmente, può essere considerata simbolica di un certo approccio decisionista che, verosimilmente, accompagnerà l’azione dell’amministrazione Patti nei prossimi anni. Una cosa che è mancata, tuttavia, è la comunicazione. Presentare con qualche giorno d’anticipo l’intervento in piazza Matteotti avrebbe aiutato a comprendere meglio la finalità del progetto, evitando (o riducendo) malintesi, strumentalizzazioni e corto circuiti politici.

Quel che ci aspetta, adesso, è che la Giunta proceda più speditamente verso la realizzazione del programma di governo, tornando a confrontarsi con l’ampia e variegata coalizione che ha contribuito alla sua elezione e presentando alla città la sua agenda di lavoro per i prossimi mesi. Ci sarà sempre da affrontare l’ordinario (che in una città complessa come Marsala non è mai un affare semplice) ma ci sono anche sono dossier importanti, su cui la città aspetta risposte, a cominciare dal Porto, dal Piano Urbanistico Generale, fino al nuovo contratto per la raccolta dei rifiuti.

E poi ci sono le questioni più di prospettiva, su cui bisogna lavorare in anticipo. L’estate appena trascorsa ci ha mostrato come sarà il nostro futuro, con temperature torride sempre meno sopportabili, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Non è immaginabile affrontare gli anni che ci attendono senza cambiare le nostre città. Servono più alberi, più parchi, più servizi pubblici per anziani e disabili (che non possono vivere l’estate chiusi a casa in una sorta di lockdown termico). Ma c’è anche da ripensare le spiagge del litorale sud (strette tra erosione costiera e abusivismo edilizio) e la fruizione della Riserva dello Stagnone, diventata una sorta di luna park in cui tutto è concesso.

Sarà proprio dalla capacità di dare indirizzi adeguati su questi temi che passerà il futuro di Marsala e il giudizio che, tra qualche anno, la comunità lilibetana darà sull’operato dall’amministrazione Patti e della sua idea di città.

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