Accadde 5 anni fa: a Marsala stop al “registro dei bambini mai nati”

redazione

Accadde 5 anni fa: a Marsala stop al “registro dei bambini mai nati”

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sabato 08 Agosto 2026 - 10:00

Era l’agosto del 2021 e a Marsala arrivava la parola fine a una delle vicende più discusse dell’anno precedente. Il Consiglio comunale annullava infatti la delibera che aveva istituito il cosiddetto “registro dei bambini mai nati”, provvedimento che aveva provocato forti polemiche politiche e sociali e anche un ricorso al Tar. La storia era iniziata nell’agosto del 2020, quando il Consiglio comunale aveva approvato una modifica al regolamento cimiteriale proposta dall’allora consigliera Giusy Piccione. La delibera, approvata con 23 voti favorevoli e tre contrari, introduceva la definizione di “bambini mai nati” al posto di “prodotti abortivi” per i feti partoriti prima della 28esima settimana dal concepimento.

Il registro e i nomi di fantasia al feto

Il provvedimento prevedeva inoltre l’istituzione di un apposito registro nel quale annotare un nome di fantasia per il feto e l’individuazione di uno spazio all’interno del cimitero destinato alla sepoltura, contrassegnato da un cippo con il numero assegnato nel registro. La decisione aveva immediatamente acceso il dibattito in città. A novembre 2020 Cgil e Udi avevano presentato ricorso al Tar, contestando la delibera e sollevando questioni legate alla tutela dei diritti delle donne e alla normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Parola alla politica

Nei mesi successivi la vicenda era tornata più volte al centro della discussione politica. Nel febbraio 2021, ad esempio, il consigliere comunale Mario Rodriquez aveva chiesto pubblicamente scusa per avere votato a favore della proposta, spiegando di averlo fatto “per superficialità” e riconoscendo che quell’atto era contrario alle proprie convinzioni. Poi, nel maggio del 2021, era arrivata la proposta di cancellazione avanzata dal consigliere Piero Cavasino, presidente della Commissione Affari Generali. Una proposta che aveva raccolto il sostegno di diverse associazioni femminili marsalesi. Il 4 agosto 2021 il Consiglio comunale mise così la parola fine alla vicenda, annullando ufficialmente la delibera. La decisione fu accolta con soddisfazione dal Partito Democratico provinciale, che definì quella precedente una scelta “brutta, medievale e offensiva” e ribadì la difesa della legge 194 e del diritto all’autodeterminazione delle donne. Una vicenda che, cinque anni dopo, resta una delle pagine più controverse della storia politica recente di Marsala: una discussione che partì da una modifica del regolamento cimiteriale e finì per trasformarsi in un confronto molto più ampio su aborto, diritti delle donne, autodeterminazione e ruolo delle istituzioni.

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