È stata restaurata la seicentesca tela raffigurante “Il martirio di Sant’Agata” che si trova conservata in una delle navate della Cattedrale di Mazara del Vallo. Ieri sera è stato Gaetano Alagna a presentare il restauro, presente il parroco don Edoardo Bonacasa e il vicario parrocchiale don Salvatore Gabriele. La tela è di autore anonimo ma fu commissionata nel 1619 da Ascenzio D’Elia Rossi, canonico napoletano del titolo S. Agata.
L’opera, prima del restauro, si presentava in pessime condizioni di conservazione e la visione era compromessa per la presenza di una vernice lucida e sintetica ormai alterata che riduceva la leggibilità. Il dipinto fu sottoposto a un intervento di manutenzione nel 1929, voluto dal Vescovo di allora monsignor Nicola Maria Audino, ma l’intervento fu eseguito con tecniche invasive che ne alterarono la cromia originale.

«Nella prima fase di restauro – spiega Alagna – è stata rimossa la vernice superficiale con solvente testato che agiva in maniera superficiale. A seguito della prima pulitura sono stati eseguiti i test di solubilità per eseguire la rimozione dei vari depositi coerenti rimasti nel vecchio intervento, poiché il film pittorico risultava con zone abrase e zone con residui grassi anneriti».
Dopo la pulitura sono state integrate con colori a tempera le stuccature preventivamente trattate a imitazione di superficie. Poi le velature con colori a vernice e, infine, la vernice protettiva. Una curiosità: grazie al restauro, oltre le cromie originali, i segni identificativi del martirio, è stata portata alla luce la figura del committente apparso nella parte superiore a sinistra come una figura fuori scena che guarda e assiste al martirio.