Un appello per recuperare e valorizzare il Faro di Punta Libeccio, uno dei luoghi simbolo di Marettimo e dell’arcipelago delle Egadi. A lanciarlo è l’associazione culturale, sportiva, ricreativa e turistica “Marettimo”, che chiede di aprire un confronto sul futuro della storica struttura e di restituirla alla collettività con una destinazione interamente pubblica. L’associazione si è rivolta al sindaco del Comune di Favignana-Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, anche nella sua veste di presidente dell’Area Marina Protetta, chiedendo l’avvio di un tavolo di confronto dopo la scadenza della concessione ai privati. L’obiettivo è individuare un percorso che permetta di recuperare il faro e restituirgli un ruolo centrale nella vita dell’isola.
L’iniziativa dal basso
La struttura, considerata un importante patrimonio storico e architettonico di Marettimo, potrebbe infatti rappresentare anche una risorsa per lo sviluppo sostenibile del territorio. La sua valorizzazione, secondo l’associazione, potrebbe produrre ricadute positive sul turismo e sull’occupazione, mantenendo al tempo stesso al centro la tutela del patrimonio pubblico e dell’ambiente. Per sostenere l’iniziativa potrebbe inoltre nascere il comitato “Salviamo il Faro di Marettimo”, con l’intento di promuovere il recupero della struttura e favorirne la fruizione pubblica. La richiesta lanciata dall’isola è dunque quella di non lasciare che un luogo così significativo finisca nell’incuria, ma di trasformarlo in una nuova opportunità per Marettimo e per l’intero territorio delle Egadi. Un patrimonio da recuperare e restituire alla comunità, affinché il faro possa continuare a rappresentare un punto di riferimento, non soltanto per chi naviga, ma anche per la storia e il futuro dell’isola.
La vicenda
In vendita perchè non più d’interesse per le forze armate: sono nove fari in tutta Italia, due dei quali in provincia di Trapani. Si tratta di quello di Punta Libeccio, sull’isola di Marettimo, e quello di Punta Spadillo, sull’isola di Pantelleria. Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato l’elenco completo. Sono 61, infatti, i beni complessivi che il ministero della Difesa ha deciso di trasferire al patrimonio dello Stato per poi, in un secondo momento, venderli, darli in gestione o farli valorizzare dagli Enti Locali. Nell’elenco figurano, inoltre, altri beni immobili ubicati nel territorio siciliano. Per questo motivo con forza si chiede di non disperdere l’importante bene rappresentativo dell’isola che potrebbe essere meglio valorizzato.