Randagismo in Sicilia, nuove regole per gestione, affido e adozioni

redazione

Randagismo in Sicilia, nuove regole per gestione, affido e adozioni

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sabato 18 Luglio 2026 - 06:00

La Regione Siciliana compie un nuovo passo nell’attuazione della normativa sul randagismo. L’assessorato regionale della Salute ha infatti trasmesso all’Assemblea regionale siciliana lo schema di decreto che disciplina in maniera organica la gestione dei cani randagi, definendo procedure, competenze e controlli in tutte le fasi del percorso: dal recupero degli animali fino all’affido, all’adozione e, nei casi consentiti, alla re-immissione sul territorio. Il provvedimento dovrà ora ottenere il parere obbligatorio della VI Commissione dell’Ars prima dell’approvazione definitiva.

Cosa cambia con il nuovo decreto

Tra le principali novità introdotte dal decreto figura una regolamentazione più dettagliata dell’affido dei cani randagi. L’affido viene definito come una misura temporanea che potrà trasformarsi automaticamente in adozione trascorsi 90 giorni, semplificando così il percorso per chi decide di accogliere un animale. Previsto anche un aggiornamento più rapido e puntuale dei dati nelle banche dati anagrafiche, così da garantire una gestione più efficiente delle informazioni relative agli animali. Importanti modifiche riguardano anche la re-immissione dei cani sul territorio. Questa sarà possibile soltanto dopo una specifica valutazione sanitaria effettuata secondo criteri scientifici oggettivi e verificabili, applicando il principio della valutazione del rischio. In questo modo si punta a garantire sia la sicurezza pubblica sia il benessere degli animali.

Più controlli e responsabilità condivise

Il decreto introduce inoltre un sistema di competenze coordinato tra tutti gli enti coinvolti nella gestione del fenomeno: Comuni, Asp, Città metropolitane, Liberi Consorzi comunali, Corpo Forestale, Garante regionale dei diritti degli animali e associazioni animaliste. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni e soggetti impegnati nella tutela degli animali, evitando sovrapposizioni e rendendo più efficace ogni fase dell’intervento. Per aumentare trasparenza e monitoraggio, viene inoltre istituito l’obbligo per tutti i Comuni siciliani di trasmettere entro il 31 gennaio di ogni anno una relazione all’Asp territorialmente competente e al Garante regionale dei diritti degli animali, nella quale dovranno essere rendicontate le attività svolte. Il sistema consentirà di monitorare costantemente il fenomeno del randagismo e, se necessario, predisporre interventi correttivi.

Caruso: “Completiamo il quadro della legge sul randagismo”

«Con questo provvedimento – afferma l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso – completiamo il quadro attuativo della legge regionale sul randagismo, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla cura. L’obiettivo è garantire una gestione efficace del fenomeno nel pieno rispetto del benessere degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e assicurando loro adeguate condizioni di tutela e qualità della vita attraverso procedure chiare e un sistema di controlli puntuale». Il decreto rappresenta quindi il tassello operativo della legge regionale sul randagismo, introducendo regole più precise per la gestione degli animali vaganti, favorendo le adozioni, definendo criteri rigorosi per l’eventuale re-immissione sul territorio e rafforzando il coordinamento tra tutti gli enti chiamati a occuparsi della tutela degli animali in Sicilia.

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