Quella del chiosco storico di Porta Garibaldi non è più soltanto una vicenda che anima le discussioni tra cittadini e avventori dei bar del centro di Marsala. Il trasferimento della struttura nella rinnovata Piazza Mameli, tra via Sibilla e via Scipione l’Africano, è diventato uno dei primi temi di scontro politico della nuova consiliatura marsalese, facendo emergere le prime nette divisioni tra maggioranza e opposizione a poche settimane dall’insediamento dell’Amministrazione guidata dal sindaco Andreana Patti e del nuovo Consiglio comunale.
Il caso politico e Grillo
L’argomento è approdato anche nell’aula consiliare, dove, durante la seduta del 13 luglio, diversi consiglieri di schieramenti opposti sono intervenuti sulla questione, confermando come la collocazione del chiosco sia ormai diventata un vero e proprio “caso politico”. Ad alimentare il dibattito è stato un intervento sui social dell’ex sindaco Massimo Grillo, che ha espresso la propria contrarietà alla scelta di installare il chiosco nella nuova piazza Mameli. Pur ribadendo di non essere contrario all’attività commerciale, definita una realtà storica che merita di continuare a lavorare, Grillo ha contestato esclusivamente il sito scelto per la nuova collocazione. Secondo l’ex primo cittadino, la piazza, recentemente riqualificata e restituita alla città, rappresenta uno spazio di particolare valore storico e identitario e, proprio per questo, non sarebbe compatibile con la presenza della struttura.
La posizione dei progettisti
Grillo ha inoltre ricordato che la sua amministrazione aveva rilasciato il nulla osta al procedimento attraverso l’allora assessore Agate, accompagnandolo però con una nota nella quale venivano espresse perplessità sulla posizione individuata, attribuendo un pò la responsabilità della scelta nella collocazione ai progettisti della Piazza. In realtà le cose appaiono ben diverse. I progettisti della piazza, gli architetti Giovanni Bua e Maxime Angileri, hanno effettuato solo un’indicazione di collocazione del chiosco nel progetto approvato dal Comune di Marsala ai tempi di Grillo. Non entrando assolutamente nel merito della metratura del chiosco e del successivo iter di concessione e collocazione nel punto tra via Scipione l’Africano e via Sibilla. Se il chiosco è stato installato lì è perché il titolare della concessione aveva tutte le autorizzazioni per collocarlo in quell’area. “Se il Comune non l’avesse ritenuto opportuno, avrebbe potuto indicare un altro posto oppure – in extrema ratio – revocare la concessione”.
Parla il proprietario del chiosco
Alle dichiarazioni dell’ex sindaco ha replicato il titolare della attività e proprietario del chiosco Davide Parrinello, che ha ricostruito l’intero iter amministrativo. Secondo la sua versione, fu proprio l’amministrazione Grillo, nell’ambito del progetto di riqualificazione della piazza, a chiedere la rimozione del chiosco storico, presente da circa un secolo accanto a Porta Garibaldi. “Tanto che nella zona che mi è stata indicata il comune aveva previsto i relativi allacci che servono in attività del genere. Comunque, anche a mie spese, se l’amministrazione che ho già incontrato decidesse di spostare il chiosco io sono d’accordo, purché rimanga dentro il perimetro della piazza Mameli”.
Appena a Marsala qualcuno accetta alla necessità di decoro e rispetto del nostro patrimonio comune, subito insorgono a qualsiasi livello e con motivazioni sospinte dai motivi più gretti e di parte pareri contrari…..