Si è celebrato il 2 luglio a Roma l’appuntamento annuale con la premiazione dei cosiddetti “Comuni Ricicloni”. Si tratta di un’iniziativa che Legambiente promuove da tanti anni per incentivare le buone pratiche sul fronte della raccolta rifiuti sul territorio nazionale. L’edizione di quest’anno è la trentatreesima.
Per quanto riguarda la provincia di Trapani, i Comuni premiati sono stati quattro, suddivisi in tre fasce in base alla popolazione residente.
Nella prima fascia, che comprende i Comuni con meno di 5000 abitanti, il territorio trapanese è rappresentato da Salaparuta, che si piazza al 14° posto ha una percentuale di differenziata pari al 77,5%, con 62,2 kg all’anno di secco residuo per ogni abitante.
Nella seconda fascia, riservata a Comuni con una popolazione compresa tra 5 mila e 15 mila abitanti, le migliori performance provinciali le fanno registrare Petrosino (6° posto regionale con l’84,5%% di differenziata e 55,7 kg di secco residuo pro capite) e Partanna (7° posto con l’83,6% di differenziata con 60,6 kg di secco residuo raccolto)
Nella terza fascia, riservata ai Comuni con più di 15 mila abitanti, soltanto quattro sono stati i premiati: Ribera, Misilmeri, Mazara del Vallo e Scicli. La città del Satiro, piazzatasi al 3° posto, ha fatto registrare una differenziata dell’82,1%, con 67,3 kg di secco residuo pro capite, ottenendo anche il premio Coreve, per l’incremento significativo nell’intercettazione degli imballaggi in vetro.
Dal dossier statistico pubblicato quest’anno emerge che sono 37 i Comuni “Rifiuti Free” nell’isola (pari al 9,5% regionale). La migliore performance assoluta si registra in Veneto, primo per numero di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73). Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso si confermano capoluoghi Rifiuti free e leader nella differenziata.
Le classifiche di Comuni Ricicloni comprendono i Comuni che hanno partecipato al concorso e che risultano avere, oltre ad una percentuale di raccolta differenziata (RD) uguale o superiore al 65%, una produzione pro capite di rifiuto indifferenziato (data dalla somma del secco residuo e dalle quote non recuperate dei rifiuti ingombranti e dello spazzamento stradale) inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante.