Area Marina Protetta, Pagoto: “La revoca è un atto amministrativo”. Ma il caso politico resta aperto

redazione

Area Marina Protetta, Pagoto: “La revoca è un atto amministrativo”. Ma il caso politico resta aperto

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giovedì 02 Luglio 2026 - 10:54

È un atto amministrativo”. Il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, prova a sgomberare il campo dalle polemiche sulla revoca dell’autorizzazione concessa alla Cooperativa “San Giuseppe” di Marettimo per le attività di controllo sui natanti destinati alle visite guidate nell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Il primo cittadino, che dell’Area Marina Protetta è anche presidente, respinge ogni lettura politica della vicenda e ricostruisce le ragioni che hanno portato alla revoca del provvedimento, arrivata appena sei giorni dopo il rilascio dell’autorizzazione. “Da una verifica d’ufficio – spiega Pagoto – l’autorizzazione è stata rilasciata almeno dal 2021 ogni anno. A seguito della mancata trasmissione della relazione sull’attività svolta nel 2025 e del verbale di contestazione elevato dalla Capitaneria di Porto, l’Ente ha proceduto alla revoca”.

Il sindaco evita le polemiche con l’opposizione

Il sindaco evita di alimentare il confronto con l’opposizione. “Sulle polemiche politiche non entro, anche perché si tratta di un atto amministrativo”, afferma, salvo poi aggiungere una considerazione destinata a far discutere: “Direi che potevano evidenziare la questione già negli anni scorsi”. Il riferimento appare rivolto ai consiglieri comunali Francesco Sammartano, Maria Sinagra e Antonino Lo Iacono, che nei giorni scorsi avevano contestato duramente il rilascio dell’autorizzazione, definendo paradossale un sistema nel quale il soggetto controllato si trovava a svolgere attività di controllo su se stesso. Proprio quella interrogazione aveva acceso il dibattito politico sull’Area Marina Protetta. Poi, a sorpresa, è arrivata la revoca firmata dal dirigente Filippo Oliveri, lo stesso che pochi giorni prima aveva autorizzato la cooperativa.

Le inadempienze contestate dalla minoranza consiliare

Nel provvedimento vengono contestate due gravi inadempienze. La prima riguarda la mancata trasmissione della relazione conclusiva sull’attività svolta nel 2025, nonostante un precedente sollecito degli uffici. La seconda prende spunto da un controllo effettuato dalla Guardia Costiera il 27 giugno scorso: durante un pattugliamento, l’imbarcazione impiegata dalla cooperativa è stata trovata ormeggiata nella zona “B” dell’Area Marina Protetta con a bordo una passeggera ritenuta estranea al servizio, circostanza che ha portato alla contestazione di una violazione delle prescrizioni dell’autorizzazione. Motivazioni che il presidente della Cooperativa “San Giuseppe”, Totò Braschi, respinge con decisione. Secondo Braschi, la richiesta della relazione sarebbe stata utilizzata come pretesto, sostenendo che negli anni precedenti tale documentazione non sarebbe mai stata richiesta. Anche sull’episodio contestato dalla Guardia Costiera, il presidente afferma che la persona presente sull’imbarcazione fosse regolarmente delegata da lui.

“Mancano i presupposti per il rilascio dell’autorizzazione”

Una versione che non convince i consiglieri di opposizione. Sammartano, Sinagra e Lo Iacono rilanciano sostenendo che “mancavano i presupposti iniziali per rilasciare l’autorizzazione”. Secondo i tre consiglieri, il fatto che la cooperativa non avesse presentato le relazioni sulle attività svolte negli anni precedenti avrebbe dovuto impedire il rilascio dell’autorizzazione per il 2026. L’episodio contestato dalla Capitaneria, aggiungono, rappresenterebbe soltanto “la logica conseguenza di una gestione che non può fare a meno di una guida competente ed esperta dell’Area Marina Protetta”. L’opposizione torna quindi a chiedere al sindaco la nomina del direttore titolare dell’Area Marina Protetta e la pubblicazione del bando per il servizio di supporto tecnico, ritenuti passaggi indispensabili per evitare ulteriori criticità nella gestione dell’Ente. La revoca dell’autorizzazione, nata come un provvedimento amministrativo, continua così ad alimentare uno scontro politico destinato con ogni probabilità a proseguire anche nelle prossime settimane, mentre la Cooperativa “San Giuseppe” ha già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti.

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