Marsala: Leonardo Curatolo e il presagio di un capo rom…

redazione

Marsala: Leonardo Curatolo e il presagio di un capo rom…

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lunedì 15 Giugno 2026 - 10:19

Una riflessione, quella di Leonardo Curatolo, ex candidato sindaco di Marsala, che racconta un incontro avvenuto anni fa durante un viaggio in Romania e che, a suo dire, lo ha profondamente segnato. Attraverso il ricordo di una conversazione con un capo della comunità rom, Curatolo propone alcune considerazioni sui cambiamenti sociali, demografici ed economici dell’Europa e dell’Italia contemporanea:

Durante un viaggio in Romania, mi ritrovai a conversare con un grande capo zingaro. Fu un incontro che non dimenticherò mai, perché le sue parole, dure come pietre, continuano a risuonare nella mia mente come un monito profetico. “Il mondo, tra non molto, sarà nostro”, esordì con una calma disarmante. “Sarà di tutti quei gruppi etnici che vivono fuori dai vostri canoni. Voi non fate più figli: uno, massimo due. Noi, invece, sentiamo l’obbligo di dar vita ad almeno cinque nuove anime. Mentre la vostra popolazione invecchia e svanisce, la nostra cresce”. Mi guardò dritto negli occhi e continuò: “Voi non sapete più come arrivare a fine mese perché siete schiavi dell’apparenza. Volete tutto, vivete per gli occhi degli altri, vi indebitate solo per mostrare una ricchezza che non avete. Intanto le vostre terre restano incolte e, per curarle, siete costretti a pregare gli stranieri affinché vengano a lavorarle. Le vostre fabbriche sono gusci vuoti: non producete più nulla, importate tutto dalla Cina. Non siete più autosufficienti”.

Poi, il suo sguardo si fece più amaro parlando dell’Italia: “Il vostro Meridione è ridotto peggio di certi paesi africani. Non avete infrastrutture, manca persino l’acqua, e la gente vive alla mercé di pochi potenti. Non avete più amor di patria, né rispetto per i vostri fratelli. In nome di un politicamente corretto di facciata, avete rinunciato a fare scelte da uomini liberi. Vi lasciate indirizzare i passi da quei pochi che vi controllano, e voi eseguite come automi”. “E se qualcuno prova a reagire?”, aggiunse con un sorriso amaro.

“Se qualcuno prova a parlare fuori dal coro, che sia di destra o di sinistra, viene subito messo a tacere. Ci sono persone pagate per istigare le masse contro chiunque tenti di uscire dal gregge. Per voi, la pecora che cerca la libertà è un pericolo inammissibile”. Mi congedò con un augurio che gelò il sangue: “Continuate così. Continuate su questa strada, finché la vostra estinzione non sarà totale”. Una Riflessione Umile ma Necessaria Questo incontro mi ha cambiato. Mi ha spinto a guardare la realtà senza il filtro delle ideologie. Ecco perché il mio pensiero oggi va a figure che spesso vengono denigrate dai media o dal sistema: quando sentite parlare persone come il Sig. Forti, non attaccatelo subito. Ascoltate. Ragionateci sopra. Che si tratti di Beppe Grillo, Ismaele La Vardera, Roberto Vannacci o Giorgia Meloni, il punto non è l’appartenenza politica, ma il coraggio di scuotere le coscienze. Ascoltate attentamente ciò che dicono: forse, tra le loro parole, si nasconde la via d’uscita da un sistema che è diventato tutto tranne che chiaro, corretto e libero. Prima che l’augurio di quel vecchio capo si avveri, forse è il caso di ricominciare a pensare con la nostra testa.

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Un commento

  1. Cosa aggiungere, è sicuramente una lettura della nostra amara realtà che evidenzia di come stiamo e vogliamo vivere, cioè ostentando benessere economico che in molti non possiedono, mettendo in primo piano l’apparenza per compiacere, l’egoismo e il tornaconto personale non riflettendo sul fatto che tutto questo ci ritornerà contro con gli inreressi. Per concludere, è sotto gli occhi attenti di pochi, purtroppo, il nostro declino

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