Il dibattito sul futuro della politica siciliana si arricchisce di una proposta destinata a far discutere. Gianfranco Miccichè, deputato regionale e tra i fondatori del movimento Grande Sicilia, si è detto favorevole all’abolizione dell’elezione diretta del presidente della Regione Siciliana, auspicando un ritorno a un sistema in cui sia l’Assemblea Regionale Siciliana a scegliere il governatore. Intervistato dall’ANSA, Miccichè ha inoltre ipotizzato la possibilità di un voto anticipato nell’Isola, ritenendo più probabile una tornata elettorale nella primavera del 2027 piuttosto che già nel prossimo autunno. Secondo l’esponente politico, nel centrodestra sarebbero già emersi diversi nomi in vista della futura corsa alla presidenza della Regione, mentre non esclude che anche Fratelli d’Italia possa avanzare una propria candidatura.
La proposta di superare l’elezione diretta rappresenta un cambio di prospettiva significativo rispetto al sistema introdotto in Sicilia nel 2001, quando per la prima volta i cittadini furono chiamati a scegliere direttamente il presidente della Regione. Prima della riforma, il governatore veniva eletto dall’Assemblea regionale. Miccichè ha motivato la sua posizione sostenendo che l’attuale assetto avrebbe contribuito a indebolire il ruolo dei partiti e della politica organizzata, favorendo una crescente personalizzazione del potere. Una riflessione che si inserisce in un quadro più ampio di critiche rivolte all’attuale situazione politica siciliana e nazionale. Le dichiarazioni dell’ex presidente dell’Ars sono destinate ad alimentare il confronto tra le forze politiche siciliane, soprattutto in una fase in cui già si guarda alle prossime elezioni regionali e agli equilibri futuri del centrodestra nell’Isola.