Prosegue il percorso di candidatura del territorio trapanese come Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Sul tema interviene l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trapani, chiamato a partecipare al progetto soltanto negli ultimi mesi e oggi deciso a fare chiarezza sul significato e sulle reali implicazioni della candidatura. L’obiettivo del programma MAB UNESCO è valorizzare e tutelare un territorio unico, dove biodiversità, paesaggio, cultura e attività produttive convivono da secoli grazie alla tradizionale estrazione del sale marino. Rispetto alla prima bozza presentata nel dicembre 2025, dalla candidatura sono stati esclusi il porto e l’area industriale di Trapani, una scelta maturata per superare le perplessità espresse dagli operatori portuali e sbloccare l’iter di riconoscimento. Secondo l’Ordine degli Architetti, tuttavia, l’esclusione dello scalo rappresenta un ridimensionamento della filosofia originaria del programma, nato proprio per dimostrare come attività economiche ed ecosistemi possano coesistere in modo sostenibile.
Nessun nuovo vincolo per cittadini e imprese
Uno degli aspetti sui quali gli architetti intendono fare maggiore chiarezza riguarda il quadro normativo della designazione MAB UNESCO. L’Ordine sottolinea infatti che il programma non introduce alcun nuovo vincolo urbanistico, edilizio o ambientale. A differenza di altri riconoscimenti UNESCO, come quelli relativi ai siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, le Riserve della Biosfera non hanno alcuna potestà legislativa e non sovrappongono nuove forme di tutela alle normative già esistenti. A confermarlo, ricordano gli Architetti, è anche una nota ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 15 maggio scorso. Gli unici strumenti vincolanti restano dunque quelli già previsti dalle leggi nazionali e regionali. Come esempio concreto viene citata l’esperienza della Riserva MAB “Collina Po”, dove l’inserimento dell’area urbana di Torino nella zona di transizione non ha prodotto limitazioni per cittadini, imprese o attività edilizie. Al contrario, ha favorito l’accesso a nuove opportunità di sviluppo sostenibile e a strumenti incentivanti.
Fondi europei, turismo e sviluppo: le opportunità del marchio UNESCO
Per l’Ordine degli Architetti il riconoscimento rappresenta soprattutto una grande occasione di crescita economica e territoriale. L’ingresso nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera consentirebbe infatti al territorio di ottenere punteggi premiali e corsie preferenziali nell’accesso ai finanziamenti europei legati al Green Deal, ai fondi strutturali e ai programmi nazionali dedicati alla transizione ecologica. Risorse che potrebbero essere investite nella rigenerazione urbana, nella mobilità sostenibile, nell’efficientamento energetico degli edifici e nella resilienza delle infrastrutture. Accanto all’aspetto finanziario vi è poi il valore del marchio UNESCO, che permetterebbe alle Saline di Sicilia di posizionarsi sui mercati internazionali come destinazione d’eccellenza per il turismo sostenibile, dal saliturismo all’ecoturismo fino al cicloturismo, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici e a promuovere le produzioni locali, a partire dal sale marino artigianale e dalle filiere agroalimentari del territorio.
Incentivi e non obblighi: l’appello agli enti locali
L’Ordine degli Architetti annuncia la volontà di partecipare attivamente alla futura elaborazione del Piano di Azione della Riserva, proponendo misure che avranno esclusivamente carattere premiale e volontario. Tra le ipotesi allo studio figurano incentivi per interventi a consumo di suolo zero, agevolazioni per la bioarchitettura, la forestazione urbana, i tetti verdi e la realizzazione di superfici drenanti. Strumenti che si integrerebbero con i nuovi Piani Urbanistici Generali e con le politiche regionali orientate alla sostenibilità ambientale. Nessun obbligo aggiuntivo, precisano gli Architetti, ma soltanto opportunità per chi sceglierà di investire in pratiche innovative e sostenibili. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni, al Libero Consorzio Comunale di Trapani, alle imprese e alle forze sociali affinché si superino diffidenze e timori. Per l’Ordine, la candidatura delle Saline di Sicilia rappresenta una possibilità concreta per proiettare il territorio al centro delle politiche internazionali di sviluppo sostenibile e cogliere una sfida che viene definita «la direzione giusta, l’unica possibile».