Palazzo d’Alì rinasce: il cuore istituzionale di Trapani torna a splendere

redazione

Palazzo d’Alì rinasce: il cuore istituzionale di Trapani torna a splendere

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giovedì 21 Maggio 2026 - 06:00

C’è un momento, nelle città antiche, in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio alla rinascita. A Trapani, quel momento coincide con la progressiva scomparsa delle impalcature che per mesi hanno avvolto Palazzo d’Alì, storica sede del Comune e simbolo della vita amministrativa cittadina. Il grande intervento di recupero architettonico entra oggi nella sua fase conclusiva e restituisce ai trapanesi l’immagine rinnovata di uno degli edifici più rappresentativi della città. Un’opera imponente, resa possibile anche grazie a un finanziamento di 3 milioni e 955 mila euro ottenuto attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha consentito di avviare una riqualificazione profonda e strutturale del palazzo. I lavori hanno interessato ogni aspetto dell’edificio: dal completo restyling delle facciate all’installazione di una nuova illuminazione artistica, destinata a valorizzarne le linee architettoniche nelle ore serali. Particolare attenzione è stata riservata anche agli infissi lignei, restaurati nel rispetto dell’impianto originario, e agli impianti tecnologici e di climatizzazione, completamente aggiornati per garantire maggiore efficienza energetica e funzionalità.

I restauri all’interno

Ma il vero cuore dell’intervento è stato custodito all’interno del palazzo, dove restauratori e tecnici specializzati hanno lavorato con precisione quasi artigianale sugli affreschi, sui dettagli decorativi e sugli elementi storici che raccontano l’identità di Palazzo d’Alì. Un lavoro silenzioso e minuzioso che punta non soltanto alla conservazione estetica, ma alla tutela della memoria storica della città. Il sindaco Giacomo Tranchida ha definito il recupero del palazzo “un progetto fondamentale per la città”, ricordando come la candidatura originaria sia stata seguita dall’ex assessore Andreana Patti e successivamente inserita nel circuito dei finanziamenti PNRR.

Il progetto

Stiamo lavorando con grande attenzione e dedizione per garantire un risultato eccellente – ha dichiarato il primo cittadino -. Questo progetto è anche il frutto del nostro impegno nel reperire finanziamenti importanti, che oggi consentono di realizzare opere capaci di migliorare concretamente la città”. E i numeri sembrano confermare questa strategia amministrativa. Secondo i dati Ifel, infatti, Trapani risulta prima in Italia per quantità di finanziamenti ottenuti in rapporto alla popolazione e al ruolo di capoluogo. Un risultato che l’amministrazione rivendica come segnale di capacità progettuale e visione amministrativa. Entro la fine del mese sarà completata anche la nuova illuminazione scenografica del palazzo, destinata a restituire ulteriore prestigio al centro storico cittadino. Ma il recupero del patrimonio monumentale non si ferma qui. Parallelamente, infatti, partirà anche il restauro della storica Venere di Piazza Mercato del Pesce, uno dei simboli più amati di Trapani.

L’intervento e le somme disponibili

Un intervento che, dietro la sua valenza artistica, racconta soprattutto una storia di buona amministrazione e gestione virtuosa delle risorse pubbliche. Spesso, infatti, i Comuni si trovano costretti a fare i conti con bilanci limitati e priorità inderogabili: strade, reti idriche, fognature, cimiteri e servizi essenziali assorbono gran parte delle risorse disponibili. Eppure, in questo caso, il reperimento delle somme necessarie al restauro è stato possibile grazie a un meccanismo tecnico-amministrativo tanto complesso quanto efficace. L’intervento sulla Venere sarà infatti finanziato nell’ambito dei lavori di riqualificazione della Chiazza, collegati al progetto di social housing previsto in via Carreca e nell’ex scuola De Rosa. Il progetto iniziale non contemplava il restauro del monumento, ma nel quadro economico erano state stanziate somme per affidare all’esterno la verifica progettuale, attività obbligatoria per legge prima dell’approvazione definitiva delle opere.

Le verifiche

Qui entra in gioco un elemento decisivo: il Comune di Trapani è riuscito, circa un anno fa, a ottenere la certificazione di qualità necessaria per consentire all’ufficio tecnico comunale di svolgere internamente le verifiche sui progetti superiori ai cinque milioni di euro. Un traguardo raro nel panorama nazionale, accompagnato anche dal riconoscimento dell’Anac come stazione appaltante con qualificazione illimitata per le gare pubbliche. Tradotto in termini concreti, questo ha permesso all’ente di evitare costosi incarichi esterni e di internalizzare le attività di verifica progettuale. Il risultato è un risparmio complessivo di circa 500 mila euro nell’ultimo anno. Ed è proprio una parte di quelle somme risparmiate che oggi consentirà di restaurare la Venere, restituendola entro l’anno al suo antico splendore.

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