Giulia Adamo, già deputata sindaca di Marsala e presidente della provincia regionale di Trapani si ripropone con una candidatura che ha sostegno oltre che alcune liste civiche locali anche i partiti del centro destra.
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Come è arrivata alla decisione di ricandidarsi? E come si sta svolgendo la sua campagna elettorale?
“Come parecchie delle cose che ho fatto in politica ho sposato, anche per tempistica ritardata, un progetto difficile che però come è accaduto in passato sono convinta mi porterà ad un ottimo risultato. Quando sono stato contattata dai partiti del centrodestra c’erano già in campo il sindaco uscente Massimo Grillo che aveva deluso tutta la città e Andreana Patti espressione di un raggruppamento dove c’era e c’è di tutto: consiglieri già di centrodestra e liste che avevano sostenuto il centrodestra. Io mi chiedo come farebbe a mettere insieme queste espressioni con il centrosinistra”.
Eletta sindaco quali sono i punti del suo programma a cui “metterà mano” subito?
“Intanto lo Stagnone che non può essere ancora sotto la giurisdizione della provincia. Ora che si sono ripristinati gli organismi politici, occorre che decidano che la gestione passi al comune di Marsala. Quando ero sindaco abbiamo aperto le bocche di San Teodoro. Sono stati costruiti pontili e altro ancora, poi andata via chi è arrivato dopo ha lasciato in abbandono l’intera area”.
Come avverrà il completamento della sua giunta?
“Io sono orgogliosa del centrodestra. I partiti dovevano scegliere di andare contro un sindaco che era stato loro espressione e che aveva fallito. Nella scelta degli assessori hanno tutti fatto un passo indietro e mi hanno lasciato la possibilità di scegliere persone competenti per accompagnarmi allo sviluppo della città”.
Trai suoi programmi c’è il problema della sanità…
“Il sindaco ha dei poteri limitati. Però, come ho fatto in passato su quei temi in cui non potrò intervenire direttamente, andrò per esempio alla Regione, a sostenere i nostri diritti e a rivendicare le nostre problematiche. Ci sono le risorse e dobbiamo procedere a spenderli così come quelli delle infrastrutture e del settore servizi. Occorre un controllo non solo dei diretti interessati, ma anche del resto della città che valuti come e quando si sta spendendo il denaro pubblico”.
In tema di rapporti con il consiglio comunale?
“In passato forse ho trascurato questi confronti ma non accadrà più. Inoltre voglio comunicare che lavorerò per valorizzare anche i primi dei non eletti che magari non ce l’hanno fatta per poco. Saranno utili per le proposte e per lo stimolo che ci daranno. C’è chi afferma che il denaro scarseggia e che tante cose non si possono realizzare, oppure chi si appropria di meriti che non gli appartengono. Faccio un esempio: il sindaco afferma che a Marsala sta per arrivare l’acqua ormai in ogni casa. Ma lui che c’entra? È Siciliacque che sta portando il prezioso liquido in città. Noi però non abbiamo le condotte idriche adatte per trasportarla nelle case dei cittadini. Era questo che si doveva fare e non si è fatto. Volevo chiederlo a Massimo Grillo nel confronto che abbiamo fatto organizzato delle Ande e invece il sindaco è andato via dopo pochi minuti. Mancanza di rispetto nei confronti nostri e degli organizzatori”.
Qual è il suo pensiero sulle esternalizzazioni di alcuni servizi?
“Sono favorevole al rapporto tra pubblico e privato, ma alcuni settori debbono essere gestiti dal pubblico: trasporti, scuola, sanità in primis”.
Infine il porto, suo cavallo di battaglia da sempre.
“Ho fatto e lasciato le carte proprio nell’anticamera della realizzazione. In alcuni casi non si comprende perché sono state trascurate iniziative che vedevano pronto l’inizio dei lavori”.