Caro traghetti, cresce la protesta nelle Egadi e a Pantelleria contro gli aumenti delle tariffe

redazione

Caro traghetti, cresce la protesta nelle Egadi e a Pantelleria contro gli aumenti delle tariffe

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martedì 12 Maggio 2026 - 07:00

Cresce la protesta nelle isole minori siciliane dopo l’annuncio dei rincari sui collegamenti marittimi operati da Siremar. A lanciare l’allarme sono amministratori, consiglieri comunali e parlamentari che denunciano aumenti considerati insostenibili per residenti, lavoratori e imprese delle Egadi e di Pantelleria. Ciò mentre il Governatore siciliano Renato Schifani ha congelato l’aumento delle tariffe di Caronte & Tourist.

Per le Egadi parla la presidente del Consiglio comunale

Dalla presidente del Consiglio comunale di Favignana, Giuseppina Montoleone, arriva una dura presa di posizione contro gli aumenti previsti dal prossimo 15 maggio. “Esprimo forte preoccupazione e ferma condanna per il rincaro delle tariffe comunicato dalla Caronte & Tourist su tutte le linee Siremar di interesse ministeriale e sui relativi servizi integrativi per i veicoli residenti, ordinari e commerciali, con aumenti dal 30 al 50%”, dichiara Montoleone. La presidente del Consiglio comunale sottolinea come il peso degli aumenti ricada su un territorio già segnato da difficoltà nei collegamenti e dalla riduzione dei servizi. “Un aumento che incide fortemente sull’economia di un territorio già penalizzato nella sua continuità territoriale da un assetto che nel 2022 ha ridotto il numero delle corse dei mezzi veloci con aumenti tariffari e grave disagio per studenti, residenti, pendolari e cittadini costretti a raggiungere Trapani o Marsala per motivi sanitari o lavorativi”.

Il precedente nel gennaio 2025

Montoleone ricorda inoltre come nel gennaio 2025 si fosse già registrato un aumento del 75% del costo degli abbonamenti per i pendolari lavoratori non dipendenti statali, evidenziando anche la scomparsa delle agevolazioni familiari che in passato rappresentavano un sostegno economico per i residenti e per i proprietari di case nelle Egadi. “Oggi con questo nuovo aumento a essere penalizzati sono i residenti ed è inconcepibile che tutto ciò accada e noi non possiamo stare a guardare”, afferma ancora la presidente del Consiglio comunale di Favignana, annunciando sostegno al sindaco Giuseppe Pagoto e alla Giunta nelle iniziative che verranno intraprese per difendere il diritto alla mobilità delle comunità isolane. Montoleone chiede infine un fronte comune nei confronti della Regione Siciliana: “È arrivato il momento che tutti uniti facciamo sentire la nostra voce nelle sedi deputate a risolvere le nostre criticità”.

L’intervento della deputata alla Camera, Ida Carmina

Sulla vicenda interviene anche la deputata del Movimento 5 Stelle, Ida Carmina, che parla di “ennesima beffa ai danni dei cittadini residenti”: “Dopo l’interrogazione parlamentare depositata nei giorni scorsi sulle gravissime criticità nei collegamenti marittimi con le isole Egadi, apprendiamo adesso dell’ennesima beffa ai danni dei cittadini residenti: dal prossimo 15 maggio sono previsti rincari fino al 50% sui collegamenti marittimi operati da Caronte & Tourist”, afferma. Secondo la deputata, gli aumenti rappresentano “un colpo durissimo per lavoratori, studenti, famiglie, pendolari e imprese isolane”, già costretti a fare i conti con “corse insufficienti, posti esauriti con giorni di anticipo, orari incompatibili con le esigenze quotidiane e continui disservizi”. Carmina denuncia inoltre una situazione “ormai fuori controllo”, sostenendo che molti residenti siano impossibilitati a raggiungere la terraferma persino per motivi sanitari o lavorativi, anche a causa della progressiva eliminazione dei contingenti riservati agli isolani.

Carmina contro Governo regionale e nazionale

“È inaccettabile che si continui a parlare di continuità territoriale solo nei convegni e nei comunicati ufficiali mentre, nella realtà, si sta trasformando il diritto alla mobilità in un privilegio per pochi”, aggiunge la parlamentare, che punta il dito contro Governo nazionale e Regione Siciliana: “Il Governo Meloni continua a fare spallucce e il Governo Schifani resta immobile”. Per la deputata M5S il sistema attuale “sta fallendo”, perché “i cittadini pagano due volte, prima attraverso le compensazioni pubbliche garantite alle compagnie e poi attraverso aumenti tariffari insostenibili”. Carmina annuncia quindi nuove iniziative normative per garantire “una copertura economica stabile che consenta di escludere residenti e pendolari dagli aumenti tariffari, nel pieno rispetto del principio costituzionale di continuità territoriale”.

Cosa succede a Pantelleria

La protesta si allarga anche a Pantelleria, dove il gruppo di opposizione “Leali per Pantelleria” parla apertamente di emergenza sociale ed economica.Pantelleria non può essere lasciata sola. Il caro navi rappresenta oggi una vera emergenza sociale, economica e territoriale che rischia di aggravare ulteriormente l’isolamento della nostra isola”, dichiarano i consiglieri comunali Angelo Casano, Mariangela Silvia, Giovanni Valenza e Angela Siragusa. Secondo i consiglieri, l’aumento dei costi dei collegamenti marittimi rischia di avere ripercussioni sull’intera economia dell’isola. “L’aumento delle tariffe di navi e aliscafi non colpisce soltanto chi viaggia ma rischia di produrre effetti devastanti sull’intera filiera economica di Pantelleria: dall’approvvigionamento delle merci ai costi per le imprese, dal turismo ai beni di prima necessità, fino alla vita quotidiana dei cittadini e dei lavoratori pendolari”. Il gruppo consiliare ribadisce che “le isole minori non possono essere considerate territori di serie B” e che “la continuità territoriale non è un privilegio ma un diritto sacrosanto che deve essere garantito dallo Stato e dalla Regione Siciliana”.

Convocazione urgente dell’Assise civica pantesca

Leali per Pantelleria” ha inoltre presentato una richiesta urgente di convocazione del Consiglio comunale per affrontare la questione e assumere una posizione condivisa. I consiglieri annunciano anche iniziative di protesta istituzionale: “Siamo pronti, insieme ai cittadini che vorranno unirsi, a salire sulla nave e intraprendere quello che ormai rischia di diventare il viaggio della speranza: da Pantelleria verso Trapani e successivamente verso Palermo, fino alla Presidenza della Regione Siciliana e all’Ars”. L’obiettivo, spiegano, è quello di coinvolgere tutte le forze politiche dell’isola in una mobilitazione comune. “Pantelleria ha diritto alla mobilità, alla dignità e a un futuro che non venga compromesso da decisioni che penalizzano cittadini, famiglie e imprese. Adesso è il momento della responsabilità e dell’unità”.

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