Fratelli d’Italia è il partito più esposto nel rimpasto della giunta siciliana, adottando una linea attendista da Roma per evitare spaccature interne. Il caso dell’assessore al Turismo Elvira Amata, con rinvio a giudizio per corruzione, crea pressione: lei resta al posto affermando che “un rinvio non è una condanna”, a meno di decisioni del partito. L’ipotesi di staffetta con la senatrice Carmela Bucalo è bloccata dalla complessità, rischiando immobilismo sulla questione morale.
Intervento da Roma
Arianna Meloni, Giovanni Donzelli e il commissario Luca Sbardella sono intervenuti in Sicilia per gestire l’emergenza e mantenere coerenza tra territorio e nazionale. La tensione interna minaccia l’equilibrio del partito e la credibilità della coalizione.
Tensioni in Forza Italia
In Forza Italia emerge una frattura tra Giorgio Mulè, che accoglie la nomina di Nino Minardo a commissario definendola “un atto dovuto” senza congresso, e Marco Falcone, cauto e favore di un profilo più radicato. Mulè spinge per stabilizzazione immediata e integrazione con Schifani, mentre Falcone difende un’identità autonoma del partito.
Rimpasto decisivo
Tutte le dinamiche convergono sul rimpasto di Schifani, che promette condivisione nonostante pressioni giudiziarie e scandali. Il centrodestra siciliano rischia una crisi profonda se non si troverà sintesi tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e il governo.