Mentre a Marsala proseguono gli ammiccamenti dei candidati al rinnovo del consiglio comunale (alzi la
mano chi non si è sentito dire: “sei impegnato”? Oppure, “magari un voto in famiglia”), e nel mondo si
muove (per esempio in Sudan per allontanarci dalla attualità), e ancora in giro si ascoltano castronerie del tipo politico- religioso, a noi ci colpisce una notizia che merita un piccolo commento. Comunque la
pensiate noi ci chiediamo se oggi si sta meglio economicamente rispetto all’inizio del mandato di Giorgia
Meloni premier. Senza farci prendere dal tifo o da logiche di appartenenza cerchiamo una risposta nelle
nostre tasche. Risposta che ci arriva dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti che il governo ha
inviato a Washington per il meeting del Fondo Monetario Internazionale (il presidente Trump lo sa che
c’era anche l’Italia?). L’esponente leghista del governo Meloni al temine dei lavori ha risposto alle
domande dei giornalisti e visto che si tratta di una persona seria, non ha esitato ad affermare che il nostro Paese sta avendo un “approccio prudente” per l’anno in corso sui conti pubblici. L’avevamo sempre detto: “se non ci fosse stato Giorgetti con la sua chiarezza economica e prudente allo stesso tempo chissà il Paese oggi dove sarebbe, Già dove sarebbe? Ma dell’affermazione del Nostro ci ha colpito e allo stesso tempo preoccupato quell’ “approccio prudente per l’anno in corso”. Signor ministro, e lo scorso anno e l’anno prima ancora che cosa è accaduto?
Lei è serio e spesso ha la bocca cucita, ma stavolta non ci lasci nell’incertezza: ci dica chi sono stati quelli che negli anni l’hanno costretta nell’esecutivo di cui fa parte, ad avere un approccio imprudente. Chi le ha telefonato prima di una riunione del consiglio dei ministri per raccomandarle di cambiare atteggiamento: “E basta con questi approcci prudenti…un poco di imprudenza ci vuole”. E lei fino all’anno scorso ha chinato (ma non di molto si capisce) il capo. Ma ora di fronte al mondo, dopo la sconfitta nel referendum costituzionale, dopo che il simpaticone Orban ha perso la presidenza in Ungheria e persino in casa di quel blasfemo del presidente degli States, ha rotto gi indugi. Basta avrà pensato e lo ha detto: “nel 2026 avremmo un approccio prudente sui conti pubblici”. Bravo, siamo con lei anche se non ci fa i nomi degli imprudenti degli scorsi anni.