Dalla scena musicale della Sicilia Occidentale arriva un nuovo tassello nel percorso artistico di Pier Avellino, percussionista e produttore palermitano che mescola tradizione e sound contemporaneo. Il suo nuovo singolo, “Aloha”, segna un’evoluzione rispetto ai precedenti lavori “Suelta” e “Toki”, confermando una ricerca sonora sempre più matura.
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Dopo l’esperienza con i Kankas, con cui ha esplorato sonorità afro-cubane anche nel territorio trapanese, Avellino ha dato vita nel 2009 ai DARBA, un progetto originale in cui percussioni e violino si fondono in un equilibrio elegante e potente. Un percorso che lo ha poi portato a consolidare la propria identità da solista. Prodotto dalla sua etichetta Rebirth 86, “Aloha” si muove tra latin house, afro beat e afro house, mantenendo il ritmo come elemento centrale ma introducendo una dimensione più narrativa. “Stavolta penso di portare un po’ più di maturità rispetto ai primi due brani. Qui oltre il beat c’è anche il testo”, spiega Avellino. Il brano si presenta come un vero e proprio mantra contemporaneo: un invito a “ballare l’ansia”, trasformando il movimento in una valvola di sfogo contro le tensioni quotidiane.
Le immagini del sole, dell’oceano, delle stelle e della luna diventano simboli di una connessione profonda con la natura, mentre l’inserimento della lingua yoruba – con l’espressione “Ṣe itan rẹ” (“scrivi la tua storia”) – rafforza il messaggio di consapevolezza e autodeterminazione. “Aloha”, parola che richiama amore e pace, diventa così il punto d’incontro tra culture diverse, unite dal ritmo del tamburo e da una vibrazione universale. Il risultato è un brano estivo ma allo stesso tempo introspettivo, che celebra il presente e la possibilità di trasformare anche i momenti più difficili in energia creativa. Il singolo anticipa una nuova uscita, “Nankurunaisa”, prevista per il 24 aprile. Un lavoro che, come racconta l’artista, nasce da un’esperienza personale ma condivisa: “Qualcosa che è accaduto a me ma che purtroppo accade a ognuno di noi nella vita”, e che trova nella musica la forza per essere raccontato e superato. “Nankurunaisa” infatti è in dialetto okinawa “col tempo, in qualche modo, tutto si sistemerà”.