Il risultato del recente referendum ha sorpreso molti: non il solito testa a testa previsto dai pronostici, ma una vittoria netta del NO, che ha registrato una partecipazione popolare sorprendentemente alta. È un segnale che indica come, davanti al rischio di vedere compromessa la Costituzione, i cittadini abbiano ritrovato la consapevolezza di poter influenzare la realtà politica. Un ruolo determinante lo hanno avuto i giovani, presenti in massa nonostante l’impossibilità di votare per i fuorisede, e il notevole aumento dell’affluenza dimostra che il Mezzogiorno ha risposto con forza, esprimendo un voto di protesta contro mafie, clientelismo e progetti simbolici come il Ponte sullo Stretto, che appaiono distanti dalle reali esigenze dei territori. La vittoria del NO è stata interpretata come una riscossa meridionale, una risposta civile contro chi, in tempi di crisi economica, climatica e sociale, continua a militarizzare territori e a promettere opere faraoniche a discapito dei bisogni reali della popolazione.
Tuttavia, il risultato non ha premiato il cosiddetto “campo largo”. Subito dopo la proclamazione del verdetto, PD, 5 Stelle, AVS e altre forze politiche hanno chiesto le dimissioni della premier Giorgia Meloni, autoproclamandosi alternativa al governo. Anche la sinistra extraparlamentare ha sceso in piazza, ma la partecipazione al voto ha bocciato in maniera netta tutta questa classe politica: dal governo alle opposizioni, i cittadini hanno chiarito che la politica tradizionale è ormai superata, mentre la società resta viva e attiva. La sfida adesso è trasformare questo slancio in azione concreta. L’appello è a ripartire dalla partecipazione, costruendo un’alternativa insieme a chi non si riconosce più nella vecchia politica. A tal fine, lunedì 30 marzo alle 20.30 è stata convocata un’assemblea online per analizzare i risultati del referendum e discutere un percorso condiviso che affronti temi concreti: il costo del carburante e l’inflazione, la tutela della sanità e dell’istruzione pubblica, il lavoro dignitoso con paghe e orari equi. “Se hai votato NO, non restare indifferente: ripartiamo insieme!”, è l’invito finale. Per partecipare all’assemblea del 30 marzo, è possibile scrivere ai contatti indicati o chiamare il 3454349158.