Referendum Giustizia: la Provincia di Trapani alle urne. Alle 19 vota il 28,12%

redazione

Referendum Giustizia: la Provincia di Trapani alle urne. Alle 19 vota il 28,12%

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domenica 22 Marzo 2026 - 06:00

Ore 19.30: In Sicilia ha votato il 28,79% degli aventi diritto. In Italia invece alle 19 ha votato il 38,84%.
Ore 19.20: In provincia di Trapani alle ore 19 ha votato il 28,12%. I comuni trapanesi al voto alle ore 12 e alle ore 19:

ALCAMO41 su 4110,9533,34
BUSETO PALIZZOLO6 su 67,0130,61
CALATAFIMI SEGESTA8 su 86,9924,82
CAMPOBELLO DI MAZARA14 su 147,3626,32
CASTELLAMMARE DEL GOLFO16 su 169,4230,26
CASTELVETRANO30 su 3010,3929,46
CUSTONACI6 su 66,9724,17
ERICE32 su 3212,0130,81
FAVIGNANA6 su 613,4726,81
GIBELLINA6 su 66,7731,49
MARSALA80 su 807,9427,21
MAZARA DEL VALLO50 su 509,9126,97
MISILISCEMI8 su 86,7024,18
PACECO11 su 119,2929,40
PANTELLERIA7 su 76,5717,78
PARTANNA14 su 148,2831,18
PETROSINO8 su 85,1425,33
POGGIOREALE2 su 25,7528,54
SALAPARUTA2 su 26,4430,15
SALEMI19 su 198,0028,08
SAN VITO LO CAPO2 su 58,6127,02
SANTA NINFA0 su 69,33N.P.
TRAPANI67 su 677,1025,79
VALDERICE13 su 139,6429,19
VITA3 su 36,6827,94


Ore 13.34: In Sicilia ha votato il 10,03% degli aventi diritto al voto. Siracusa è la Provincia che alle ore 12 ha votato di più, con l’11%. L’Ultima è Agrigento con 7,64% di votanti e penultima la Provincia di Trapani con l’8,88%.

Ore 13.15: In Italia fino alle ore 12 ha votato il 14,92% degli aventi diritto. In Emilia Romagna il dato più alto (19,44%), il dato più basso oltre il 9,50% in Calabria e in Basilicata.

Ore 12.40: Alle ore 12 la prima proiezione dell’affluenza. In Provincia di Trapani ha votato l’8,88%. Questi i dati città per città:

ALCAMO41 su 4110,95
BUSETO PALIZZOLO6 su 67,01
CALATAFIMI SEGESTA8 su 86,99
CAMPOBELLO DI MAZARA14 su 147,36
CASTELLAMMARE DEL GOLFO16 su 169,42
CASTELVETRANO30 su 3010,39
CUSTONACI6 su 66,97
ERICE32 su 3212,01
FAVIGNANA6 su 613,47
GIBELLINA6 su 66,77
MARSALA80 su 807,94
MAZARA DEL VALLO50 su 509,91
MISILISCEMI8 su 86,70
PACECO11 su 119,29
PANTELLERIA7 su 76,57
PARTANNA14 su 148,28
PETROSINO8 su 85,14
POGGIOREALE2 su 25,75
SALAPARUTA2 su 26,44
SALEMI19 su 198,00
SAN VITO LO CAPO5 su 58,61
SANTA NINFA6 su 69,33
TRAPANI67 su 677,10
VALDERICE13 su 139,64
VITA3 su 36,68

In occasione del referendum popolare confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, la Prefettura di Trapani informa la cittadinanza che gli orari di apertura dei seggi seguiranno il calendario:

  • Domenica 22 marzo 2026: dalle ore 7:00 alle ore 23:00
  • Lunedì 23 marzo 2026: dalle ore 7:00 alle ore 15:00

I cittadini possono votare presentandosi al proprio seggio con un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale. Se non si è in possesso di tessera elettorale, se smarrita o se completata, ci si può recare nel proprio Comune di residenza, all’ufficio elettorale, per ritirarla. Le operazioni di scrutinio inizieranno immediatamente dopo la chiusura dei seggi, cioè a partire dalle ore 15 di lunedì 23 marzo 2026.

Il referendum sulla riforma della giustizia chiama i cittadini a una scelta netta: approvare o respingere il testo. Non è previsto quorum, quindi il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza. Il dibattito è acceso e attraversa politica, magistratura e società civile. Ma quali sono le principali ragioni dei due schieramenti?

Le ragioni del Sì

Chi sostiene il Sì ritiene che la riforma rappresenti un passo necessario per rendere il sistema giudiziario più efficiente, moderno e vicino ai cittadini. Tra i punti più citati:

  • Tempi più rapidi della giustizia, con l’obiettivo di ridurre la durata dei processi, spesso troppo lunghi.
  • Maggiore certezza del diritto, grazie a procedure più chiare e meno soggette a interpretazioni contrastanti.
  • Responsabilità e valutazione dei magistrati, per garantire maggiore trasparenza e qualità nel lavoro giudiziario.
  • Allineamento agli standard europei, soprattutto per quanto riguarda l’efficienza del sistema.

Secondo i favorevoli, votare Sì significa dare una risposta concreta a cittadini e imprese che chiedono una giustizia più veloce e affidabile.

Le ragioni del No

Chi si schiera per il No, invece, invita a respingere la riforma perché ritenuta sbilanciata e potenzialmente dannosa per l’equilibrio del sistema.

Le principali critiche riguardano:

  • Rischio di indebolimento della magistratura, con possibili interferenze sulla sua autonomia e indipendenza.
  • Riforma considerata incompleta o confusa, che non risolverebbe davvero i problemi strutturali della giustizia.
  • Possibili effetti negativi sui diritti dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda le garanzie nei processi.
  • Interventi percepiti come troppo politici, più che tecnici.

Per i sostenitori del No, votare contro significa difendere l’equilibrio tra poteri dello Stato e chiedere riforme più organiche e condivise.

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