Le saline del Trapanese restano fuori dai primi ristori per i danni causati dal ciclone Harry. Una scelta che anche la deputata regionale del M5S, Cristina Ciminnisi, definisce “grave e inaccettabile”, annunciando la presentazione di una risoluzione urgente all’ARS per includere Trapani, Paceco e Misiliscemi tra i beneficiari degli aiuti. Nei giorni scorsi era intervenuto anche l’onorevole dem Dario Safina. “Non esistono territori di serie A e territori di serie B”, afferma Ciminnisi, puntando il dito contro l’esclusione delle aree colpite dalle mareggiate delle scorse settimane. Le violente ondate hanno sommerso le Riserve naturali delle Saline di Trapani e Paceco e dello Stagnone di Marsala, travolgendo argini e muretti in tufo delle vasche e compromettendo la stagione produttiva 2026. In diversi tratti, le saline si sono trasformate in distese fangose, con massicci ingressi di acqua marina. La scomparsa della banquette di posidonia ha inoltre esposto ulteriormente gli argini all’erosione.

“La situazione è allarmante – prosegue la deputata –. Non è solo un danno economico per salinari e lavoratori, ma un rischio concreto per la sicurezza del territorio. Se gli argini cedono, le saline smettono di essere una barriera naturale e diventano un varco per acqua e fango verso i centri abitati”. Pur riconoscendo l’avvio dei contributi per le imprese colpite dalla frana di Niscemi e dal ciclone Harry, Ciminnisi parla di «amarezza e delusione» per l’esclusione delle saline trapanesi, nonostante le criticità siano state evidenziate nella seduta congiunta delle Commissioni parlamentari del 25 febbraio. La risoluzione chiede un programma straordinario di interventi. “Serve una strategia strutturata e lungimirante – conclude –. Le saline sono un’infrastruttura ambientale che protegge la costa, sostiene l’economia locale e rappresenta l’identità di questo territorio. Il Governo regionale dimostri con i fatti che nessuno viene lasciato indietro”.