Marsala: il Carnevale si fa… in Chiesa

redazione

Marsala: il Carnevale si fa… in Chiesa

Condividi su:

martedì 17 Febbraio 2026 - 07:43

Quest’anno un evento speciale e particolare per la comunità della Parrocchia di San Matteo. Don Alessandro Palermo ha deciso di festeggiare il Carnevale con i piccoli fedeli all’interno della Chiesa Santa Maria delle Grazie, riaperta al culto nel 2019. Un telo a coprire l’altare e via: la Chiesa si trasforma non in un momento di preghiera ma di convivialità, di maschere, di coriandoli e stelle filanti. Un momento e un luogo sui generis per l’occasione. Queste le parole del parroco che spiega la manifestazione:

“Qui ogni anno le giornate eucaristiche – quelle chiamate quarantore – cadono nei giorni di carnevale. Giornate dove bisogna dare solennità all’Eucaristia con luci, fiori, profumo di incenso, silenzio canti e preghiere. Ed è giusto, non avrebbe senso celebrarle senza tutto questo. Ma non dimentichiamo, e me lo ha ricordato il bellissimo pomeriggio con i miei ragazzi, che Lui “venne ad abitare in mezzo a noi”, un versetto che spezza tutte quelle tendenze sacre con cui spesso per “abitudine religiosa” vogliamo e dobbiamo vestire Gesù mettendolo fuori e distanziandolo da noi. E il grande problema cristiano di oggi non è il linguaggio della Messa che non comunica più ma le “balaustre” mentali nel vedere, considerare – tipiche di ogni religione ma il cristianesimo non lo è – Gesù e il suo corpo non davvero fatto uomo. L’ho sempre detto, su 100 cristiani, 95 sono “ariani”. E i padri della Chiesa lo avevano detto: purtroppo il cristianesimo nella maggior parte del mondo si è diffuso come “arianesimo”. E chi erano gli ariani? Facevano capo ad Ario, un sacerdote religiosissimo, pio, sempre in ginocchio a pregare e con gli occhi rivolti al cielo ma che non credeva che Dio si fosse fatto davvero uomo, che Gesù era un po’ uomo, giusto quanto basta perché crederlo – diceva Ario – era uno scandalo religioso, un’offesa divina. Ecco oggi – ne sono convinto e lo ripeto – su 100 cristiani 95 sono ariani, basta leggere e sentire i lamenti bigotti di chi ha criticato la parrocchia di Ostia visitata dal Papa dove finalmente si vedono accanto al Papa due ministranti ragazze – come è giusto che sia – che fanno il servizio liturgico del pastorale e della mitria con le loro scarpe, in maniera bellissima, con dignità, con il loro corpo. Come fece nel325 Nicola di Myra a Nicea, penso che anche oggi ci vogliano solo “schiaffi” per i cristiani ariani”.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta