Trapani, l’asfalto uccide: due tragedie riaccendono l’allarme sulle strade cittadine

Claudia Marchetti

Trapani, l’asfalto uccide: due tragedie riaccendono l’allarme sulle strade cittadine

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lunedì 02 Febbraio 2026 - 07:23

Due morti in pochi giorni, a poche ore di distanza l’uno dall’altro, lungo alcune delle arterie più frequentate di Trapani. Due tragedie che non possono essere archiviate come semplici fatalità, ma che riportano con forza al centro una questione ormai non più rinviabile: la sicurezza stradale in città. L’ultima vittima è Giuseppe Salafia, 44 anni, del rione Cappuccinelli, morto all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dopo undici giorni di agonia. Era rimasto gravemente ferito nel violento incidente avvenuto il 20 gennaio sul lungomare Dante Alighieri, in uno scontro tra due auto che aveva coinvolto anche una coppia di coniugi, rimasti feriti. Le sue condizioni erano apparse subito disperate e, nonostante il trasferimento d’urgenza a Palermo, l’uomo non ce l’ha fatta. I funerali si terranno lunedì 2 febbraio nella chiesa di San Giovanni.

Poche ore prima, un’altra morte aveva sconvolto la città. Manuel Piazza, 37 anni, originario di Arezzo, è deceduto dopo giorni di coma in seguito a un investimento avvenuto in via Ammiraglio Staiti, nella zona portuale, nei pressi della statua di Garibaldi. Era con la fidanzata Annalisa Tartamella quando un’auto li ha travolti mentre si dirigevano verso la loro vettura dopo una cena. Secondo quanto emerso, Manuel avrebbe tentato istintivamente di fare da scudo alla compagna, riportando ferite gravissime che ne hanno causato il decesso.

Nei giorni successivi all’incidente di via Staiti si è aperto anche un rimpallo di responsabilità sulla gestione dell’illuminazione pubblica. L’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale ha chiarito che il tratto in cui è avvenuto l investimento ricade sotto la competenza del Comune di Trapani, annunciando un incontro tecnico per chiarire le competenze. Un dibattito che, però, appare secondario rispetto all’urgenza del problema: strade buie e insicure continuano a essere attraversate ogni giorno da automobilisti e pedoni. Il lungomare di Trapani, con le sue carreggiate ampie e trafficate, così come la zona portuale, non possono trasformarsi in trappole mortali. I due decessi ravvicinati rappresentano un segnale drammatico che impone una riflessione seria e interventi immediati. Perché quando le responsabilità si rincorrono e le soluzioni tardano, a pagare il prezzo più alto sono sempre le vite umane. Due luoghi diversi, stesso comune denominatore: strade pericolose. Illuminazione insufficiente, attraversamenti poco visibili, doppie corsie che favoriscono l’alta velocità, segnaletica spesso ignorata. A questo si aggiungono fattori noti e drammaticamente ricorrenti come l’abuso di alcol o sostanze stupefacenti alla guida.

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