Ha vinto Andreana Patti. Ha vinto la sua determinazione, il suo stile comunicativo, la sua capacità di apparire competente ma anche popolare, in un città complessa, in cui per apparire credibili bisogna sapere parlare all’anima borghese del centro storico, ma anche a quella popolare delle periferie, agli agricoltori e agli operatori turistici, agli imprenditori e agli impiegati pubblici. Andreana Patti ha avuto il pregio di apparire moderna a chi vuole una città più europea, più vivibile, sostenibile, aperta ai grandi temi della contemporaneità. Allo stesso tempo, è stata anche capace di mostrarsi rassicurante a chi non ama stravolgimenti troppo radicali.
La sua candidatura è cresciuta progressivamente, partendo da lontano: da una presenza costante nelle occasioni pubbliche, dalla capacità di giocare d’anticipo nella presentazione del suo movimento civico, dalla pazienza con cui si è dedicata all’ascolto dei cittadini lavorando per coinvolgerli nel suo progetto. “Andreana Patti? Brava, ma chi la conosce?”, si chiedeva qualcuno fino a un anno fa. Ma nel giro di qualche mese lo scetticismo di alcuni ambienti della città è stato prontamente archiviato. Anche perchè, nel frattempo, il centrodestra ne combinava di tutti i colori, tra la rottura definitiva dei partiti con Grillo, l’incomprensibile accantonamento della candidatura di Nicola Fici e l’improvvisa virata su Giulia Adamo, che si è messa a disposizione della sua area politica senza però riceverne l’auspicato sostegno. Di fronte al caos degli avversari, la coalizione di Andreana Patti è cresciuta anche politicamente, con innesti del mondo moderato e nuovi endorsement. A quel punto gli avversari hanno provato a metterne in dubbio la credibilità, affermando che fosse eterodiretta da Trapani o che avrebbe fatto chiudere le scuole di kite. Retorica in stile “asilo Mariuccia”, a cui i marsalesi non hanno dato credito. E’ prevalsa l’idea di cambiare nella forma e nella sostanza, rispetto alle ultime amministrazioni.
Adesso viene il difficile: Andreana Patti è chiamata ad amministrare una città complicata, con una coalizione eterogenea, un’opposizione che potrebbe crearle più di un grattacapo e la doppia tornata elettorale (regionale e nazionale) dietro l’angolo. I prossimi mesi potrebbero generare scossoni politici che dovranno essere gestiti con intelligenza, custodendo quel legame con i cittadini che è sembrato il valore aggiunto della sua vittoria. Ricordando che i marsalesi vivono di grandi innamoramenti, ma sono anche piuttosto sensibili ai mutamenti di Eolo. Di conseguenza, scegliendo una promessa di cambiamento, si aspettano di vedere i primi segnali già dai prossimi mesi.