Trapani, il rimpasto che pesa: giovani, fondi e sanità al centro della nuova Giunta Tranchida

Gaspare De Blasi

Trapani, il rimpasto che pesa: giovani, fondi e sanità al centro della nuova Giunta Tranchida

Condividi su:

mercoledì 28 Gennaio 2026 - 07:40

Non è un semplice aggiornamento di deleghe. Il Decreto sindacale n. 7 del 26 gennaio 2026 con cui il sindaco Giacomo Tranchida rimodula l’assetto della Giunta comunale rappresenta un vero passaggio politico, l’ultimo tassello di una fase di assestamento iniziata mesi fa e maturata tra dimissioni, cambi di ruolo e progressivi scostamenti dentro la maggioranza. L’esecutivo torna al plenum di nove assessori, ma soprattutto cambia fisionomia. Non solo nei nomi, ma nel baricentro delle deleghe e quindi nel peso politico dei singoli componenti.

Il punto di svolta: dalle deleghe “monstre” del 2023 alla redistribuzione del 2026

Per capire la portata dell’operazione bisogna tornare al settembre 2023, quando con il decreto n. 50 la Giunta era stata ridefinita dopo le prime uscite. In quell’assetto spiccava la figura di Emanuele Barbara, giovane assessore a cui era stato affidato un pacchetto vastissimo: sport, politiche giovanili, URP, servizi al cittadino, ambiente, verde pubblico, spiagge, ville e giardini, eventi, feste patronali, protezione civile, partecipate legate ai rifiuti. Un accentramento che lo rendeva uno dei perni politici dell’esecutivo. Oggi quel modello viene smontato. Con l’uscita di Barbara (dimissioni che avevano segnato una frattura politica prima ancora che amministrativa), le sue deleghe vengono smembrate e redistribuite, segnando un riequilibrio interno e una scelta chiara del sindaco: evitare nuove concentrazioni di potere in un’unica figura.

Genco: giovani, sport e soprattutto fondi

Il testimone sul versante giovani e sport passa ad Andrea Genco, classe 1994, imprenditore della ristorazione, già vicepresidente del Consiglio comunale e figura cresciuta tra associazionismo e politica studentesca. Ma la vera leva politica non è solo lo sport. A Genco vengono affidati anche: Politiche giovanili, URP e servizi al cittadino, Quartieri S. Alberto, S. Salvatore, Fontanelle nord e Programmazione fondi europei, nazionali e regionali. È quest’ultima voce a pesare di più. I fondi diventano una cabina di regia strategica, perché incrociano progettazione, sviluppo urbano e capacità di intercettare risorse esterne. Genco non è solo l’assessore “giovane”: diventa uno snodo della pianificazione futura. Un’investitura politica vera.

Poma: la sanità entra stabilmente nel perimetro comunale

L’altra novità sostanziale è l’ingresso di Giusy Ilenia Poma, medico di medicina generale nell’ambito Trapani-Erice, con esperienza in FIMMG e nel coordinamento Usca durante la pandemia. Le sue deleghe disegnano un perimetro nuovo per il Comune: Università, Distretto Socio-Sanitario DSS 50, Politiche socio-sanitarie, “Salute in Comune” (prevenzione, fragilità, salute invisibile, emergenze sanitarie). Non è una delega formale. È un ampliamento del ruolo dell’ente locale nel raccordo con ASP, medici di base e politiche territoriali di salute. In una provincia con criticità strutturali nella rete sanitaria, il segnale politico è evidente: la salute diventa terreno di iniziativa amministrativa, non solo di interlocuzione istituzionale.

Il retroscena politico: Poma non è quota “Trapani Tua”

L’ingresso di Poma, però, ha anche un peso politico interno. Eletta nel 2023 nella lista Trapani Tua, quella dell’onorevole regionale Mimmo Turano in quota Lega, da tempo aveva preso le distanze dal gruppo consiliare. La frattura è stata messa nero su bianco con un comunicato firmato dal presidente del Consiglio Alberto Mazzeo e dal consigliere Giuseppe Carpinteri, in cui si precisa che Poma non fa più parte del gruppo da oltre un anno, cioè dall’elezione di Mazzeo alla presidenza dell’aula. Un chiarimento che ha due effetti: Poma entra in Giunta come figura indipendente, non espressione di lista e Trapani Tua perde peso nell’esecutivo, restando fuori dalla rappresentanza assessorile. Il fatto poi che il comunicato non sia firmato dall’altro componente del gruppo, Toto Braschi, racconta di una vicenda politica meno lineare di quanto appaia, con equilibri interni ancora in movimento. La scelta di Mazzeo di lasciare la Giunta per diventare Presidente del Consiglio comunale è stato uno snodo decisivo. Ha spostato il baricentro politico verso l’aula e aperto spazi di riorganizzazione nell’esecutivo, contribuendo a innescare la fase che porta all’assetto odierno.

Gli altri equilibri: chi consolida e chi arretra

Nel nuovo schema restano centrali gli assessori con deleghe strutturali (urbanistica, servizi sociali, turismo e cultura), si rafforza l’asse giovani-progettazione-fondi con Genco, si apre un fronte nuovo sul versante sanità e welfare territoriale con Poma e viene superata la stagione delle deleghe iper-concentrate. A perdere peso sono soprattutto le aree politiche che nella prima fase della consiliatura avevano una rappresentanza diretta in Giunta e che oggi vedono ridursi la propria incidenza. Al di là degli equilibri interni, la lettura politica che Tranchida offre è chiara: puntare su professionisti giovani, radicati, con percorsi costruiti a Trapani. Un messaggio rivolto in particolare alle nuove generazioni, in una città che da anni vive il tema della fuga di competenze. Adesso, però, la partita si sposta sul terreno dei risultati. Perché le deleghe, in politica, pesano finché diventano azione amministrativa. Ed è lì che la nuova Giunta sarà giudicata.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta