L’Automondo Virtus Trapani, in riferimento ai fatti di cronaca verificatisi durante la gara di sabato sul parquet del Cus Palermo e al ricorso che verrà presentato alla Corte Sportiva d’Appello a seguito della decisione del Giudice Sportivo di disporre la ripetizione integrale dell’incontro, precedentemente interrotto al 33’ sul punteggio di 58-71, ritiene doveroso esprimere alcune considerazioni, nel pieno rispetto dei valori che da sempre ispirano la propria attività sportiva e sociale. In primo luogo, la società desidera ringraziare pubblicamente il Cus Palermo per l’elevato senso di sportività, correttezza e rispetto dimostrato, sia in campo che fuori dal campo, in un contesto reso particolarmente complesso da episodi di violenza del tutto estranei allo sport e a quanto espresso sul parquet dalle due squadre.
“Cogliamo inoltre l’occasione per ribadire come i rapporti tra Virtus Trapani e Cus Palermo siano da sempre fondati su stima reciproca, collaborazione e lealtà. Valori che vanno ben oltre il singolo episodio e che rappresentano un patrimonio comune da tutelare e preservare”, afferma la società trapanese. Per quanto concerne la presentazione del ricorso, la società ritiene opportuno chiarire che tale scelta non è animata da spirito polemico né da volontà di contrapposizione, ma risponde a motivazioni profonde e ben definite:
- rendere giustizia ai nostri tifosi, che con passione, sacrificio e forte senso di appartenenza seguono la Virtus Trapani e meritano trasparenza e tutela rispetto alla violenza subita, causando conseguenze fisiche tali da richiedere cure ospedaliere;
- il rischio di creare un precedente pericoloso, che potrebbe legittimare comportamenti violenti e farli rimanere sostanzialmente impuniti, con gravi ripercussioni sull’ordine e sulla sicurezza delle manifestazioni sportive;
- salvaguardare le vere “vittime sportive”, ossia atleti, società e tutti coloro che vivono lo sport come luogo di impegno, crescita e rispetto delle regole;
- chiarire l’aspetto della ripetizione della gara che avverrebbe con la presenza del pubblico in un impianto sportivo dove si sono verificati atti di violenza pregiudicando l’incolumità degli atleti e dei tifosi sugli spalti;
- preservare l’aspetto psicologico di tutte le parti in causa, dopo i momenti di terrore vissuto, che non possono essere ignorati o azzerati da una ripetizione dell’incontro;
- richiamare l’attenzione sul Regolamento, il quale non consente di riprendere la partita dal momento della sua interruzione, come impropriamente dichiarato. La gara in quel momento era indirizzata sul 58-71 al 33’, con il rischio di vanificare quanto costruito sul campo attraverso impegno e sacrificio;
- stimolare una riflessione in seno alla Federazione, affinché il ricorso possa rappresentare un monito e l’occasione per rivedere un Regolamento che, allo stato attuale, non sembra tutelare adeguatamente lo “Sport” con la S maiuscola, rischiando di penalizzarne i valori fondanti.