Il Libero Consorzio di Trapani fa marcia indietro: Funtanazza e Podere Badia non verranno venduti

redazione

Il Libero Consorzio di Trapani fa marcia indietro: Funtanazza e Podere Badia non verranno venduti

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venerdì 09 Gennaio 2026 - 11:54

Il Libero Consorzio Comunale di Trapani rivede le proprie decisioni in materia di patrimonio immobiliare e compie una significativa retromarcia sul Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari 2026-2028. Con una modifica parziale al Decreto del Presidente n. 78 del 4 dicembre 2025, l’Ente ha deciso di escludere dalla vendita due immobili inizialmente inseriti nell’elenco dei beni da alienare: “Funtanazza” ad Alcamo – e per il quale ci sono state diverse polemiche circa lo sgombero del gruppo di attivisti Muschio Ribelle che se ne prendeva cura – e “Fondo Favorita – Podere Badia”.

La notizia in particolare della possibile vendita del Podere Badia, ad uso per la formazione degli studenti dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”, ha riscosso notevole eco mediatica. Prima Marsala Futura di Leonardo Curatolo che ha sollevato il caso, poi gli interventi del sindaco Massimo Grillo e del PD locale contro il provvedimento della Provincia di Trapani guidata da Salvatore Quinci. Poi i chiarimenti arrivati dal direttore tecnico del fondo marsalese che ha specificato che il bene è inalienabile per un vincolo molto antico.

Alla base della decisione vi è la presa d’atto che entrambi gli immobili risultano essere beni strumentali, utilizzati in tutto o in parte per fini istituzionali. Una condizione che li rende, di fatto, non alienabili, poiché funzionali alle attività e ai compiti propri dell’Amministrazione. Nel decreto originario, approvato lo scorso dicembre e allegato al Bilancio di Previsione 2026-2028, i due beni figuravano tra quelli destinati alla valorizzazione o alla dismissione. Un’impostazione che ora viene corretta, chiarendo che non rientra nelle intenzioni dell’attuale Amministrazione procedere alla loro vendita. Il provvedimento di modifica stabilisce quindi la rimozione di “Funtanazza” e del Fondo Favorita dall’elenco dei beni da alienare, lasciando invariato il resto del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per il triennio 2026-2028. Una scelta che segna un cambio di rotta e che appare orientata a tutelare l’uso pubblico e istituzionale del patrimonio immobiliare dell’Ente, rispondendo anche alle osservazioni e alle perplessità emerse dopo l’approvazione del decreto di dicembre. Ora il Piano, così come modificato, dovrà accompagnare il Bilancio di Previsione in una versione aggiornata e più aderente alla reale destinazione d’uso dei beni coinvolti. Gli atti inoltre, verranno presi in considerazione nella seduta del Consiglio del prossimo 13 gennaio. 

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