Negli ultimi anni, è impossibile non aver mai sentito parlare almeno una volta di pasti sostitutivi. Il giro d’affari di questi prodotti, integratori alimentari aventi lo scopo di sostituire, includendo tutti i nutrienti necessari, uno dei pasti principali, è in continua crescita.
Come evidenziato da un’indagine condotta dalla società Mordor Intelligence, si prevede, per il 2029, il raggiungimento di un fatturato di 3,16 miliardi di dollari su scala europea.
Nonostante l’evidente crescita dei numeri delle vendite, non tutti conoscono le principali caratteristiche di questi prodotti. Venduti sotto forma di barrette o shake, oltre a essere completi dal punto di vista dei nutrienti sono quasi sempre contraddistinti dalla presenza di ingredienti specifici – tra questi, è possibile chiamare in causa la gomma di guar – che, incrementando il loro volume una volta raggiunto lo stomaco, migliorano il senso di sazietà, coadiuvando di fatto le diete ipocaloriche.
Da assumere sempre previo consenso del medico – e da scegliere facendo riferimento a negozi ed e-shop qualificati come quello di Farmacia CEF, storica cooperativa di farmacisti che, sul suo e-commerce, presenta un’ampia sezione dedicata ai sostitutivi pasti dietetici – questi prodotti possono essere indicati anche quando si ha a che fare con diete sbilanciate come quelle vegane, che necessitano, oltre che di un’integrazione mirata con la vitamina B12, dell’ottimizzazione dell’apporto di proteine.
Congeniali anche nei frangenti in cui è necessario, per comprovati motivi clinici, tenere sotto controllo l’indice glicemico dei pasti, garantiscono un apporto interessante di fibre solubili, particolarmente importanti per una buona attività intestinale.
Come già accennato, non vanno assunti a cuor leggero. Si tratta di coadiuvanti nati per accompagnare chi li assume solo per un determinato periodo di tempo. A lungo andare, infatti, i pasti sostitutivi possono presentare delle criticità di portata non indifferente.
Tra questi rientra, per esempio, il rischio di avere a che fare con un apporto eccessivo di proteine, problematico, nel tempo, per la salute dei reni.
Degna di nota è anche la questione educativa. Il benessere passa da una gestione consapevole delle scelte a tavola e dal fatto di arrivare, fatta eccezione per casi e momenti sporadici durante l’anno, a ideare menù sani e bilanciati senza per forza fare ricorso all’integrazione alimentare.
Quest’ultima non può cambiare le cose se, alla base di tutto, non c’è un regime alimentare salutare, dove non manca l’apporto di alimenti vegetali di stagione e di cereali integrali, nonché l’attenzione a non esagerare con zuccheri semplici e prodotti farinacei raffinati.