Antonella Ingianni, candidata alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Agrigento-Caltanissetta-Trapani è insegnante ed agronoma marsalese.
E’ la prima volta che si candida, come è nata questa sua decisione?
“Sono stata, in qualità di portavoce regionale dei Verdi, contattata dal gruppo dirigente nazionale e siciliano del mio partito per affrontare in prima persona la competizione elettorale come capolista dell’alleanza Verdi-Sinistra Italiana e ho ritenuto opportuno affrontare questa competizione in prima persona”.
Lei è anche l’unica marsalese candidata per il rinnovo della Camera dei Deputati…
“Una delle poche candidature del territorio alle prossime elezioni politiche, l’unica marsalese che corre per la Camera dei Deputati con la collocazione di capolista. Si va al voto con una legge elettorale molto complicata anche per gli stessi addetti ai lavori. Comunque la sto affrontando con impegno e debbo dire che il fatto che io sia l’unica marsalese candidata alla Camera e che mi avvicino per la prima volta in prima persona alle competizioni elettorali, sta suscitando molto interesse sulla mia figura. Le persone non hanno più voglia di vedere le solite facce, i vecchi politici. Io sono capolista, quindi se dovesse scattare il seggio la legge prevede la mia elezione”.
Lei ha già affermato che il suo partito ha fatto una scelta “unica”.
“Debbo sottolineare che Europa Verde ha fatto una scelta diversa rispetto a tutti gli altri partiti, ha candidato persone del territorio. Gli altri hanno candidato persone che vengono da altre parti d’Italia che avranno visto la provincia di Trapani solo su Google Maps”.
Cosa porta della sua esperienza professionale in campagna elettorale?
“Io sono agronoma ed insegnante, mi presento con il mio bagaglio di attività professionale svolta negli ultimi decenni con un occhio attento alle questioni ambientali. La questione climatica ci impone di ragionare su questo in maniera decisa, perché finirà per influire sulla qualità della vita di ognuno di noi”.
Se dovesse essere eletta di cosa si occuperà in Parlamento?
“Intanto delle cose che meglio conosco. Ad esempio, un problema molto sentito nella nostra provincia, è la gestione dell’acqua per uso irriguo, per l’agricoltura. Governare il territorio significa fare in modo che l’acqua venga consumata bene, con sistemi innovativi, combattendone lo spreco. Qualche settimana fa fece scandalo il fatto che mentre il Nord del Paese soffriva la siccità, l’acqua delle nostre dighe veniva sversata in mare. Le dighe in Sicilia sono state costruite negli anni ottanta e quasi tutte non sono mai state collaudate. Questo comporta che chi gestisce i consorzi di bonifica, nel momento in cui la diga è piena d’acqua con il rischio che possa rompersi un argine con gravi danni, preferisce svuotare le dighe e disperdere l’acqua. Si potrebbero trovare modi alternativi di usare quell’acqua, anziché buttarla. Il problema centrale è che le dighe devono essere messe in sicurezza e la rete distribuzione, che è un colabrodo, deve essere gestita in maniera corretta e moderna, con principi di risparmio idrico”.
Lei quindi si occuperà del futuro energetico del Paese?
“Al di là dei provvedimenti tampone, bisogna prendere una strada diversa. Il futuro è passare dal fossile alle energie rinnovabili. Il governo avrebbe dovuto sburocratizzare le pratiche per l’avvio di progetti di energia pulita. Tutti siamo ecologisti nel momento in cui lo dobbiamo dichiarare, ma la sostanza è altra. Se l’energia pulita è il futuro allora dobbiamo favorirla. Naturalmente vorrei occuparmi anche di scuola, visto che per lavoro la frequento da anni. In Sicilia è anche molto sentito il problema dei trasporti pubblici. In treno si arriva, a volte dovendo utilizzare assurde coincidenze, da Messina a Trapani in diverse ore. E la destra parla del ponte sullo stretto invece di andare incontro alla gente e ai tanti turisti che arrivano da noi”.
Negli ultimi sondaggi il vostro partito è dato a sopra il 3% superando quindi la soglia di sbarramento per la camera dei deputati.
“Voglio fare un appello forte e deciso, soprattutto ai cittadini di Marsala e Petrosino, dove ci sono 70 mila votanti. Se con uno scatto d’orgoglio si decidesse di votare e promuovere il candidato locale potremmo fare la differenza”.