“No alla violenza sulle donne, sosteniamole”. Parlano le consigliere marsalesi (che non firmano l’atto sui medici obiettori)

redazione

“No alla violenza sulle donne, sosteniamole”. Parlano le consigliere marsalesi (che non firmano l’atto sui medici obiettori)

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giovedì 25 Novembre 2021 - 11:47

Ricorre oggi la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, istituita oltre vent’anni fa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e le consigliere comunali di Marsala, rappresentate da una minoranza a Sala delle Lapidi – Rosanna Genna, Elia Martinico, Eleonora Milazzo, Vanessa Titone – intervengono con una nota sul ruolo della donna e la sua valorizzazione all’interno della società e delle istituzioni, chiedendo “… sostegno a chi si trova in difficoltà. Una giornata quella del 25 novembre che non deve limitarsi alle celebrazioni – affermano – ma che deve essere occasione di riflessione sulla tematica”.

Le consigliere ricordano i femminicidi avvenuti nell’ultimo anno in Italia e che solo il 27% delle vittime di violenza denuncia, perchè vittima di violenze fisiche e psicologiche; violenze in crescita soprattutto con il lockdown, con la vittima costretta in casa con il suo “carnefice”.

Al porre vicinanza e supporto a chi subisce degli abusi, però, si contrappone la scelta delle consigliere marsalesi di non sottoscrivere l’atto di indirizzo sull’effettiva applicazione della legge 194 in materia di aborto e di medici obiettori nelle strutture sanitarie pubbliche, presentato dal Consigliere Piero Cavasino, anche lui esponente di maggioranza come Genna, Martinico, Titone e Milazzo. L’atto di indirizzo – che chiede di assicurare all’ospedale “Paolo Borsellino” personale sanitario non obiettore di coscienza che possa praticare l’aborto richiesto dalla donna in quanto suo diritto per legge – venne firmato da una sfilza di uomini di maggioranza e minoranza: oltre a Cavasino, Di Pietra, Orlando, Fici, Passalacqua, Rodriquez, Fernandez, Giacalone, Di Girolamo e Accardi. Ma nessuna donna del Massimo Consesso Civico ha firmato qualcosa che avrebbero dovuto sottoscrivere “per appartenenza”. Così come ha chiarito in una intervista, la presidente del Centro Antiviolenza marsalese “La Casa di Venere”, Francesca Parrinello: “Ci sono consiglieri comunali giovani che hanno capito più di molte donne che hanno perso una grande occasione, dimostrando scarsa conoscenza dell’identità di genere. L’onorevole Bonetti in Commissione Pari Opportunità ha convocato i parlamentari per parlare di violenza di genere, si sono presentati in 8”.

“Ma tutto questo ancora non basta. Abbiamo il dovere di fare di più, sensibilizzando, educando e trasmettendo sani valori”, scrivono ancora le consigliere marsalesi. Fare di più vuol dire sostenere la soppressione del registro sui bambini mai nati e la scelta di una donna di praticare l’interruzione di gravidanza, un momento difficile che necessità di sostegno medico e psicologico, significa anche lavorare in sinergia con le associazioni del territorio e non fare mai mancare loro il supporto politico, il confronto e il dialogo, quel fare da tramite altresì con l’Amministrazione comunale, non è solo questione di “ringraziare” le associazioni per il lavoro che quotidianamente svolgono per le donne, che è doveroso ma che dovrebbe essere anche “normale”.

E’ senz’altro lecito esprimere una opinione, favorevole o contraria, ma bisogna assumersene spesso la responsabilità, soprattutto in seno alle Istituzioni.

Infine, così come scrivono nella nota, un pensiero a Nicoletta Indelicato, giovane donna rimasta uccisa della violenza più cieca.

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