Interruzione di gravidanza, Cavasino presenta un atto di indirizzo per l’effettiva applicazione della legge 194 a Marsala

Ninny Bornice

Interruzione di gravidanza, Cavasino presenta un atto di indirizzo per l’effettiva applicazione della legge 194 a Marsala

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martedì 09 Novembre 2021 - 17:24

Come preannunciato nei giorni scorsi, il consigliere comunale marsalese Piero Cavasino ha presentato un atto di indirizzo per l’effettiva applicazione della legge 194/1978 sul territorio marsalese. L’iniziativa prende le mosse da un dato, più volte evidenziato nel dibattito locale sulle interruzioni di gravidanza e definito “aberrante” dal consigliere Cavasino nel testo dell’atto di indirizzo: il 100% del personale in servizio all’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala risulta obiettore di coscienza. Di conseguenza, chi volesse avvalersi di questo diritto non può farlo e deve spostarsi in altre città, col rischio di veder scadere i termini entro i quali si può procedere legalmente all’interruzione di gravidanza. O, in alternativa, finisce per ricorrere all’aborto clandestino, che spesso finisce per mettere a repentaglio la salute di chi vi ricorre (per lo più minorenni, extracomunitarie e donne che versano in situazioni particolarmente disagiate).

“Del tutto inosservato è finora rimasto – evidenzia il consigliere comunale marsalese – il precetto dell’articolo 9 della stessa legge n°194/1978, che, nel riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza, afferma che “gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare gli interventi di interruzione della gravidanza richiesti”.

Alla luce di ciò, Cavasino invita il sindaco Massimo Grillo, l’assessore con delega alla sanità e la Giunta ad avviare immediati contatti con le autorità competenti, tra cui l’ASP e il Governo della Regione, per denunciare l’attuale mancata applicazione della Legge n°194/1978 presso il nosocomio marsalese e, di conseguenza, l’inaccettabile impossibilità delle donne residenti di esercitare pienamente un loro inviolabile diritto affermato da una Legge della Repubblica in vigore da oltre quarant’anni; suggerire azioni concrete atte a garantire la piena applicazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza (rafforzamento dei consultori, campagne di informazione dirette soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, potenziamento dei centri di ascolto e sostegno nelle scuole con l’ausilio di personale specializzato che possa garantire una scelta libera e ponderata); assicurare che presso il Paolo Borsellino di Marsala, Ospedale DEA di I Livello che garantisce servizi sanitari ad un’utenza di oltre 100.000 abitanti, sia al più presto destinato personale sanitario non obiettore di coscienza, e che il predetto ente ospedaliero adempia comunque all’obbligo imposto dall’art. 9 della suddetta legge di assicurare in ogni caso gli interventi di interruzione della gravidanza richiesti.

L’atto di indirizzo di cui è primo firmataria Piero Cavasino è stato sottoscritto anche dai consiglieri Gabriele Di Pietra, Leo Orlando, Nicola Fici, Rino Passalacqua, Mario Rodriquez, Massimo Fernandez, Piergiorgio Giacalone, Gaspare Di Girolamo e Michele Accardi. Curiosamente, nessuna delle quattro donne presenti a Sala delle Lapidi (Rosanna Genna, Elia Martinico, Eleonora Milazzo e Vanessa Titone) ha reputato di voler sottoscrivere l’atto di indirizzo.

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