Giuseppe Marino nuovo presidente del circolo di Legambiente. Pipitone: “In 8 anni abbiamo affrontato questioni importanti”

Vincenzo Figlioli

Giuseppe Marino nuovo presidente del circolo di Legambiente. Pipitone: “In 8 anni abbiamo affrontato questioni importanti”

Condividi su:

giovedì 05 Agosto 2021 - 06:45

Il circolo Marsala-Petrosino di Legambiente ha un nuovo presidente. Si tratta dell’ingegnere Giuseppe Marino, storico militante dell’associazione ambientalista, che subentra all’avvocato Letizia Pipitone. Il passaggio di consegne è avvenuto nel corso dell’assemblea dei soci, tenutasi nei giorni scorsi alla presenza del presidente regionale Gianfranco Zanna. Marino è stato eletto all’unanimità. “Non intendiamo modificare la nostra azione – sottolinea Letizia Pipitone – continueremo a lavorare in sinergia come abbiamo fatto fin qui. Dopo 8 anni, volevamo scongiurare il pericolo che l’associazione si identificasse con il suo presidente. Legambiente non deve essere Letizia Pipitone, anche se in parte è stata percepita così, forse perchè abbiamo messo il dito nella piaga su questioni molto importanti, toccando interessi forti”. Il riferimento è alla campagna per la delimitazione della spiaggia di Torrazza, alla battaglia sul Piano Paesaggistico o a quella sulla gestione della Riserva dello Stagnone. “Su quest’ultimo aspetto – prosegue Letizia Pipitone – siamo più volte intervenuti sulla questione del kitesurf, che, nonostante il regolamento lo vieti, continua ad essere svolto, anzi ha ricevuto pure contributi pubblici per un recente evento. Tutto ciò mentre qualcuno ha pagato un prezzo molto alto proprio di fronte alla presunta violazione delle regole (il riferimento è al ristorante Assud Mozia, ndr). In un’area in cui l’illegalità è la regola, sembra che gli unici ad aver violato le regole siano stati loro. Non si può non rilevare quest’incongruenza da un punto di vista politico”. Tra le altre questioni affrontate, la vicenda della delimitazione del canalone dello Stagnone e, recentemente, quella dell’antica Salina di San Teodoro. “Avevamo sollecitato l’amministrazione comunale a divenire proprietaria, spiegando che anche noi avremmo fatto uno sottoscrizione per partecipare all’investimento. Il prezzo a base d’asta di 380 mila euro era però troppo alto e alla fine se l’è aggiudicata la società Isola Longa srl, che ha sede a Milano. Da informazioni non ufficiali abbiamo appreso che ripristineranno l’antica salina e questa è una buona cosa. Speriamo che si fermino qui e non si proceda con progetti di strutture alberghiere o simili, in piena pre Riserva”.

Il nuovo presidente Giuseppe Marino assicura che si continuerà a lavorare nel solco di quello che si è fatto finora. “L’obiettivo è il rispetto delle regole, in particolare nell’area dello Stagnone, applicando le norme esistenti. Continuando così, con questo tipo di sfruttamento della Laguna, c’è il rischio che un’area delicata come lo Stagnone perda quella fauna che è pure parte della sua attrattività turistica. Comprendiamo che il kite è ormai diventato un veicolo economico, ma va regolamentato per salvaguardare il nostro luogo principe della biodiversità”. Bocciata la gestione dell’ex Provincia, Legambiente confida che lo Stagnone possa passare da Riserva a Parco, in modo da non dipendere più dalla Regione in termini economici e di poter usufruire di maggiori fondi per le attività di manutenzione e tutela dell’area. Di stretta attualità anche la questione degli incendi e delle rinnovabili.

Il circolo Marsala-Petrosino parteciperà alla marcia per San Matteo, organizzata dal coordinamento SalviAmo i Boschi, giudica con severità la mancata politica di prevenzione da parte della Regione, ma segue con attenzione anche i fatti di cronaca che, ancora una volta, sembrano delineare un coinvolgimento delle organizzazioni criminali siciliane rispetto ai ripetuti attacchi ai siti naturalistici del territorio: “Si stanno distruggendo le coltivazioni storiche per realizzare campi solari, quando le due cose potrebbero convivere, utilizzando le aree dismesse per la collocazione dei pannelli fotovoltaici – evidenzia Marino -. Riteniamo che l’utilizzo dell’eolico off shore potrebbe essere importante, visto che quello su terra è spesso finito nella mani di Cosa Nostra”. Tra le sfide più ambiziose, c’è quella che mira a un maggiore coinvolgimento dei giovani del territorio, che a partire dal messaggio globale di Greta Thunberg mostrano maggiore attenzione all’ambiente pur non riuscendo spesso a incanalare questo crescente interesse in un impegno fattivo a beneficio del proprio territorio di appartenenza. “Stiamo lavorando per creare una nuova community per ampliare la loro partecipazione, coinvolgendo anche i fuori sede. Il mio auspicio maggiore è che l’incarico che ho appena cominciato a ricoprire possa durare poco tempo e che qualche ragazzo possa presto prendere il mio posto”.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta