Scrive Alberto Di Girolamo sui progetti lasciati in eredità dalla sua amministrazione

redazione

Scrive Alberto Di Girolamo sui progetti lasciati in eredità dalla sua amministrazione

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giovedì 08 Luglio 2021 - 12:08

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ex sindaco Alberto Di Girolamo sui progetti lasciati in eredita dalla sua giunta comunale.

In questi giorni si sta parlando tanto della pista ciclopedonale dello Stagnone e molto poco delle altre, facendo venire il sospetto che venga denigrata questa per non realizzare le altre. Spero che non sia così. L’Europa da anni finanzia progetti per ridurre l’inquinamento atmosferico, quindi i finanziamenti sono soprattutto per mobilità sostenibile a basso o a zero impatto ambientale, tipo ferrovie, mezzi di trasporto elettrici o a basso inquinamento, piste ciclabili, uso di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, illuminazione con sistemi a basso consumo. I nostri amministratori sembrano vivere in un altro mondo e vorrebbero portare la nostra città indietro di decenni. Del resto qualche consigliere comunale suggerisce di smantellare la pista e asfaltare il tutto, per tornare al caos di prima, dove sicuramente era impedito agli abitanti, ai bagnanti, ai turisti, ai ciclisti e ai pedoni di vivere lo Stagnone in sicurezza.

Non ritorno a dire quello che si sarebbe dovuto fare in questi mesi e che si deve fare per rendere il luogo più fruibile e più attrattivo, l’ho detto più volte. Ribadisco semplicemente che il progetto di questa pista ciclopedonale, che risale al 2017, prima di essere presentato e approvato dalla regione e poi finanziato, ha avuto il parere positivo nella conferenza di servizio, dai vigili urbani, dall’ex provincia, dalla sovrintendenza. Per chi dice: perché solo questa pista e non anche altre ed in altri luoghi? Ribadisco per i tanti che non sanno, e per i politici che fanno finta di non sapere, che al comune abbiamo lasciato altri due progetti di piste ciclabili già finanziati, per un importo di circa tre milioni di euro. Uno, di oltre due milioni, che dal quartiere Sappusi, lungo la costa, arriva alle cantine Florio, passando anche dalla stazione ferroviaria e da altre strade del centro, e l’altro che dall’ex lido Mediterraneo arriva alla rotonda del Signorino, per circa 800.000 euro. Dalle cantine Florio al Mediterraneo, si potrà fare una pista ciclopedonale dopo che la strada, che è dell’ex provincia, verrà acquisita al patrimonio comunale e noi non abbiamo avuto il tempo per farlo. Nel frattempo il Libero Consorzio potrebbe mettere in sicurezza il guard rail, il cui progetto è stato finanziato per oltre un milione di euro, da tempo.

Ma non finisce qui: abbiamo pure pensato a come collegare la pista dello Stagnone a quella del centro. Nel progetto Aqua Sal, da realizzare nella salina Genna di fronte alla villa omonima, nello spazio esistente tra il canalone e la salina, con rispetto massimo per l’ambiente, è stato previsto un percorso in sicurezza per arrivare alla Lega Navale e così avvicinarci alla pista del centro. Come si evince abbiamo sempre avuto un’idea d’insieme e un progetto organico di mobilità. La nuova amministrazione non deve fare altro che i bandi per l’affidamento dei lavori, semplici atti amministrativi, senza perdere ulteriore tempo.
Naturalmente non abbiamo lasciato solo questi progetti, ma tantissimi altri, già approvati e finanziati. Cerco di fare un breve resoconto, per adesso solo di quelli che riguardano la salvaguardia dell’ambiente. 1) Un progetto per il ricircolo dell’acqua nello Stagnone, con il ripristino di alcuni canali sull’isola Lunga, per un importo di circa 1,2 milioni di euro 2) Uno di riforestazione della Poseidonia oceanica sempre allo Stagnone, per un importo di circa 400.000 euro. 3) Uno denominato Aqua Sal, nella salina Genna, progetto elaborato insieme alla regione, all’ex provincia, all’università, al Gal, di oltre 1,2 milioni di euro, arenatosi per la contrarietà di qualcuno ma che può essere ripreso e realizzato, prima che la regione sposti il finanziamento in qualche altra provincia, o che debba restituire i soldi a Bruxelles. 4) Un progetto contro il dissesto idrogeologico, per la messa in sicurezza del lungomare Boeo, fra il museo Baglio Anselmi e la chiesa di San Giovanni, che rischia di scivolare verso il mare con tutte le conseguenze immaginabili, per un importo di 2,2 milioni di euro. 5) Un progetto per un parcheggio di scambio intermodale che riqualificherebbe la zona antistante lo stadio comunale con la sistemazione di tutta la piazza, per oltre 800.000 euro. 6) Due progetti di 5 milioni di euro ciascuno per la sostituzione di almeno 10/12.000 lampade dell’illuminazione pubblica, con quelle a led per il risparmio energetico e la messa in sicurezza della rete elettrica che è vetusta ed obsoleta. 7) Due progetti per complessivi 3-4 milioni di euro per mettere in sicurezza e fare una riqualificazione urbanistica ed ambientale dell’area di colmata, detta water front, adiacente al porto. 8) Inoltre abbiamo lavorato per ottenere il finanziamento della sostituzione di alcuni passaggi a livello con sottopassi, via Lipari, via Grotta del Toro, c/da Terrenove Bambina, per circa 26 milioni di euro. Decreto di finanziamento del 2018 e non certo di questi giorni.
Mi auguro che questi progetti, i cui finanziamenti ammontano a circa ben 23 milioni di euro che sommati ai 26 dei passaggi a livello fanno quasi 50 milioni di euro, vengano realizzati al più presto, insieme a tutti gli altri che nei prossimi giorni vi rielencherò. Il non realizzare un progetto, tra l’altro già approvato e finanziato, e quindi restituire i soldi a Bruxelles, sarebbe un crimine contro la città e i marsalesi. Purtroppo dopo nove mesi di amministrazione non c’è l’inizio di nessun nuovo cantiere. Cantieri che creerebbero tanto lavoro e per tanti, migliorando di molto la nostra città, facendola diventare più bella, più accogliente, più attrattiva, più funzionale, più sicura e meno inquinante. Il lavoro e i servizi si creano anche con gli investimenti pubblici, non con le chiacchiere e governance varie.

Alberto Di Girolamo

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