Bufera su Razza e Musumeci dopo le parole del dirigente La Rocca. Il governo invia gli ispettori

redazione

Bufera su Razza e Musumeci dopo le parole del dirigente La Rocca. Il governo invia gli ispettori

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sabato 21 Novembre 2020 - 16:22
Bufera su Razza e Musumeci dopo le parole del dirigente La Rocca. Il governo invia gli ispettori

Bufera sull’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza dopo l’audio del dirigente Mario La Rocca in cui esercita forti pressioni sui manager delle Asp e degli ospedali alla vigilia in merito ai posti letto attivi in Sicilia. Tutto ciò, alla vigilia dell’ordinanza in cui il Ministro Speranza ha poi inserito la Sicilia tra le regioni “arancioni” nell’ambito dell’emergenza epidemiologica, con le polemiche politiche che ne sono successivamente scaturite. Chiaramente, se si scoprisse che il dirigente avesse costretto i manager a pubblicare dati non veri, saremmo di fronte a una vicenda gravissima, che costringerebbe il governo Musumeci a una profonda riflessione su una gestione dell’emergenza Covid a dir poco discutibile, aprendo il campo anche all’ipotesi di un commissariamento da parte del governo nazionale.

Ecco il messaggio whatsApp del dirigente La Rocca

Non a caso, tra i vari interventi si registrano quelli di due esponenti dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, il Ministero per gli Affari regionali Francesco Boccia e il sottosegretario alle infrastrutture Giancarlo Cancelleri.

Da questo punto di vista, la prossima settimana si annuncia particolarmente delicata per Musumeci e Razza: per la giornata di lunedì 23 novembre alle 12, i capigruppo del PD , del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua e del Misto Claudio Fava hanno convocato una conferenza stampa congiunta sull’emergenza sanitaria e sulla vicenda dei dati ospedalieri. Mercoledì è invece prevista all’Ars la discussione della mozione di censura all’assessore Razza.

In mattinata, il primo a intervenire era stato il presidente della Commissione Antimafia regionale Claudio Fava: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell’isola. Alle ricognizioni effettuate dai sindacati, dalle quali emerge il sostanziale scostamento tra i posti indicati sulla carta e quelli realmente operativi, si aggiunge oggi la notizia di pressanti e pesanti sollecitazioni dell’assessorato regionale verso le strutture sanitarie a “caricare” i dati sui posti letto. Una sollecitazione brutale, stando alle parole del dirigente regionale La Rocca, riferite questa mattina dal quotidiano “La Sicilia”: “Non sento cazzi! Perché oggi faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto di terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede!». Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani? Chiediamo al Ministero di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario. È inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da Barcellona Pozzo di Gotto dove i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane, o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell’assessore Razza.”

L’appello di Fava all’invio degli ispettori in Sicilia è stato subito accolto dal governo nazionale, come preannuncia il Ministro Francesco Boccia: “I cittadini devono poter aver fiducia totale nelle istituzioni, in particolare durante una pandemia che ha messo in crisi il mondo intero. L’audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati covid. La differenziazione in zone non è una punizione o una pagella, ma un’assunzione comune di responsabilità; e il virus non deve essere considerato una colpa né per i territori né per i contagiati. Se ci sono criticità si interviene insieme, come è sempre avvenuto in questi mesi difficili, se mancano i medici lo si comunica e lo Stato attraverso la Protezione civile si attiva in tempo reale, come fatto per altre Regioni, se mancano materiali o attrezzature si invia immediatamente tutto il necessario. Non si alterano i posti letto di terapia intensiva perché si fa un danno ai cittadini. Il Governo attraverso il Ministro Speranza si è già attivato per l’invio immediato a Palermo degli ispettori, non possiamo perdere neanche un momento e sono convinto che ci sarà la piena collaborazione della Regione. Il meccanismo messo in pratica in queste settimane e condiviso da governo, Regioni e scienziati, sta producendo i primi effetti positivi. Non possiamo vanificare tutto per l’inadeguatezza di qualcuno”.

Al Ministro risponde direttamente il presidente Nello Musumeci: “La Sicilia è governata da persone perbene. E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori per fare chiarezza sulla gestione dei numeri nella gestione dell’epidemia in Sicilia: non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione. Per noi leale collaborazione istituzionale significa questo. E come sa Boccia non ci siamo mai sottratti al rispetto di questo principio. Stiamo vivendo una terribile pandemia, un’emergenza sanitaria mondiale senza precedenti, nella quale salvaguardare vite umane dovrebbe essere in politica il primo impegno di tutti, anche in Sicilia, al di là delle appartenenze. L’appello all’unità d’intenti del capo dello Stato per noi è molto chiaro. Spero lo sia per tutti”.

Queste, invece, le parole di Giancarlo Cancelleri: “Il governo centrale per prendere decisioni corrette, chiaramente necessita di dati corretti, ma forse in Sicilia alla politica che ci governa importa solo il “colore” per continuare a fare propaganda. Forse non è chiara una cosa, il colore delle zone differenziate, non è un premio o un giudizio del Governo, è il risultato del confronto di 21 parametri, che riguardano anche le condizioni della sanità regionale, per garantire in sicurezza aperture e spostamenti dei cittadini. Chiudere tutto e tornare tutti indistintamente in lockdown sarebbe la decisione più semplice da parte del Governo Conte, invece no! Perché oltre alla difesa della salute va salvaguardata anche la tenuta economica di un intero territorio. Per questo raccogliere i dati in modo puntuale e corretto è fondamentale”.

Chiede chiarezza il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo: “I dati comunicati dalla Regione a Roma sul numero di terapie intensive realmente disponibili ed operative in Sicilia rispondono al vero? L’Assessore Razza si assuma le sue responsabilità e risponda con chiarezza. Dopo le notizie di stampa riportate oggi dal quotidiano La Sicilia è doveroso presentare un esposto alle Procure dei nove capoluoghi siciliani. È necessario accertare la verità e verificare la correttezza dei dati e dei numeri relativi alla gestione dell’emergenza Covid in Sicilia ed in particolare del numero di posti letto di terapia intensiva realmente disponibili ed operativi comunicati dalla Regione a Roma. Il messaggio vocale del dirigente La Rocca, reso noto dal quotidiano La Sicilia di oggi, solleva molti interrogativi ai quali il presidente Musumeci e l’Assessore Razza hanno il dovere di rispondere con urgenza. Il linguaggio utilizzato dal dirigente generale dell’Assessorato sanità Mario La Rocca nel rivolgersi ai manager delle strutture sanitarie dell’Isola è inaccettabile. Se questo è il modo con cui Musumeci e Razza, che hanno la responsabilità politica dell’operato dei dirigenti generali che hanno nominato, pensano di poter gestire l’emergenza sanitaria in Sicilia c’è da essere seriamente preoccupati. Chiediamo che gli organi nazionali di governo preposti alla gestione dell’emergenza COVID verifichino tempestivamente cosa è realmente accaduto riguardo l’episodio riportato dal quotidiano La Sicilia di oggi e qual è la reale situazione del sistema sanitario regionale ed in particolare delle terapie intensive. Dinanzi al fallimento della gestione sanitaria regionale, e dopo le notizie di oggi, il presidente Musumeci revochi prontamente il dirigente generale Mario La Rocca e l’Assessore alla Salute Ruggero Razza, cui è totalmente ascrivibile la responsabilità politica dei comportamenti del predetto dirigente”.

A prendere le difese del governo Musumeci è la capogruppo dell’Udc all’Ars Eleonora Lo Curto: Ancora una volta Pd e Cinquestelle non perdono occasione per mistificare persino su un argomento così serio come la lotta al Covid-19. E’ del tutto evidente che le parole del dirigente generale dell’Assessorato alla Salute, Mario La Rocca, avessero l’obiettivo di spronare i manager delle aziende sanitarie a rispettare i tempi per l’incremento dei posti di terapia intensiva, col solo fine di impedire la dichiarazione di zona rossa per la Sicilia con grave pregiudizio per l’economia della regione. Pd e Cinquestelle, invece, complice anche qualche valutazione affrettata di commentatori politici, si esercitano in ciò che sanno fare meglio, cioè procurare allarme e arrampicarsi sugli specchi anche davanti ad un’emergenza che meriterebbe coesione e collaborazione da parte di tutti. I toni dell’opposizione usati in queste ore fanno male alla Sicilia, alla nostra sanità pubblica ed ai tanti operatori che lottano in prima linea contro il virus. C’è uno stile per tutto, in questo caso però Pd e Cinquestelle hanno perso proprio il controllo accecati dalla voglia di sfiduciare l’assessore Razza. In questi mesi di pandemia anche il governo nazionale, davanti ad errori di valutazione e di strategia, ed a correzioni di tiro di Dpcm in Dpcm, poteva essere facilmente attaccato da noi, ma nessuno ha assunto i toni di codesti pasdaran che in Sicilia si producono in azioni che delegittimano l’intera regione”.

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Un commento

  1. GASPARE BARRACO 21 Novembre 2020 17:14

    Chi bara con la salute pubblica deve essere arrestato.Cav.Ing.Gaspare Barraco.Marsala.

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