Alessandro Orlando, un cantautore poliedrico da Marsala in giro per il mondo. L’intervista

redazione

Alessandro Orlando, un cantautore poliedrico da Marsala in giro per il mondo. L’intervista

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sabato 31 Ottobre 2020 - 07:30
Alessandro Orlando, un cantautore poliedrico da Marsala in giro per il mondo. L’intervista

Dietro “IlSognodiPromoteo” c’è il cantautore marsalese Alessandro Orlando, un artista poliedrico che daCapo Boeo agli studi a Roma, ha girato il mondo, per raccogliere nella sua musica contaminazioni diverse, ispirazioni, odori, per poi tornare nella sua terra e girare la clip del nuovo singolo “Luna piena a metà”, tra le nostre saline. Lo abbiamo intervistato e ci ha raccontato il suo mondo.

Il tuo percorso musicale è iniziato molto presto. Eri un ragazzino quando accumulavi testi su testi, tutti scritti da te. E hai deciso di farne un mestiere. Quali difficoltà incontra un musicista, un cantautore oggi, in questo vasto mondo della musica Italiana, che spesso attinge dall’Indie?

Probabilmente la categoria dei musicisti non è nelle sue posizioni più avvantaggiate al momento in Italia (come burocrazia e come ambiente), ma non voglio fare quello che si lamenta, in realtà viviamo anche in un periodo pieno di possibilità riguardo l’accedere a risorse o informazioni e scoprire nuovi generi, arrivare a dei contatti con persone che altrimenti non avresti incontrato, quindi avere anche la possibilità di spaziare oltre il genere dai cui si attinge più spesso magari.

Hai studiato al Saint Louis College of Music. Quanto è servito per la tua formazione musicale ma soprattutto come sostegno nell’affrontare i primi approcci tecnici con lo studio di registrazione o con i live un pò più strutturati?

L’esperienza con il Saint Louis è stata formativa soprattutto per gli incontri che ho fatto. È stato bello poter stare a contatto e lavorare con musicisti molto più preparati di me da poter osservare. Anche poter fare i live con 9 elementi sul palco o suonare in un contesto come l’Auditorium Parco delle Musica sono state esperienze intense per cui devo ringraziare l’Urban49, nonostante adesso farei delle scelte diverse.

Nel 2016 hai pubblicato il tuo primo album “Ogni cosa accadrà certamente”, come Orlando. Hai unito la tua scrittura sia alla dimensione acustica sia a quella digitale. E’ la veste che più senti addosso, musicalmente?

“Ogni cosa accadrà certamente” è già meno elettronico dell’ultimo progetto. Probabilmente, essendo passati ormai 4 anni dalla sua uscita, lo vedo più con affetto che come qualcosa che mi rappresenta e anche per quelle canzoni ho dei sentimenti misti, un po’ come una tua vecchia foto che guardi con tanta tenerezza quanto disappunto. È stato importante per me e mi ha dato la possibilità di fare splendidi incontri, tra cui i musicisti del gruppo e il produttore artistico Danilo Cherni, che è stato davvero un mentore per tutto quel periodo. Per i prossimi pezzi vorrei esplorare un po’ di più la dimensione elettronica.

Da lì al nuovo progetto “IlsognodiPrometeo” cosa hai maturato? Hai viaggiato molto e questo probabilmente ti ha portato diversi spunti.

Sono stato fermo un paio d’anni con la musica, ho fatto alcune esperienze in India, Berlino e Londra, è anche stato importante un periodo di qualche mese per isolarmi un po’ e registrare alcune tracce. Alla fine sentendo il nuovo lavoro distante dal precedente e ho pensato di cambiare nome al progetto e mettergli qualcosa che mi girava per la testa da anni, cioè IlsognodiPrometeo.

Hai detto di avere una versione “olistica” dell’arte. Quindi c’è anche un alto concetto di spiritualità nella tua musica? Sembra che le note “porte” della percezione di Morrisiana memoria ti abbiano ispirato non poco…

Mi piacciono diversi tipi di Arte, mi piace anche conoscere tipi di artisti diversi. La cosa bella è che un attore e un musicista avranno magari la stessa passione ma modi di attuarla e attraversarla molto diversi, perché è l’arte stessa che praticano che li porta forse ad approcciare in un certo modo, è molto interessante vedere prospettive così affini e diverse. Ho trovato diversi spunti per la musica al di fuori della musica, credo sia anche più divertente riconsiderare l’Arte da posizioni diverse.

Hai pubblicato il brano e il videoclip di “Luna piena a metà”, che sembra quasi un ossimoro. Di cosa parla il brano la cui clip, tra l’altro, è stata girata a Marsala.

“Luna piena a metà” è semplicemente qualcuno che si ritrova a vivere un’estate con il cuore rimasto all’inverno. Ti senti un po’ un ossimoro vivente a portarti sulle spalle un cappotto di malinconia in mezzo al caldo e ai costumi, a tutta l’attività, l’eccitazione e la spensieratezza dell’atmosfera estiva. Ci sono momenti in cui riesci a prendere il ritmo e altri in cui semplicemente ti lasci “la festa” alle spalle già a metà serata, e le cose sembrano sempre a metà, soprattutto quelle che potrebbero essere perfette, come una serata con una bella luna piena appunto, perché fa ancora più contrasto con quel pezzo mancante. Per questo il video l’ho fatto con una GoPro che mi ha consentito di fare come se fosse stata una specie di video-cartolina amatoriale dell’estate, in cui riattraverso i posti della città in cui ho raccolto più ricordi probabilmente.

Il brano sarà contenuto in un prossimo disco? Quali progetti ti frullano nella testa?

Ci sarà un nuovo singolo. Ci sto già lavorando e dovrebbe uscire verso dicembre probabilmente (se la situazione lo consentirà). Per il resto sto navigando a vista.

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