Marsala pensi al verde pubblico

redazione

Marsala pensi al verde pubblico

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martedì 29 Settembre 2020 - 07:00
Marsala pensi al verde pubblico

Marsala è giunta ad una nuova tornata elettorale con tante promesse, diversi programmi e centinaia e centinaia di candidati. Sperando che abbiano contezza di un territorio così vasto, per certi aspetti paesaggisticamente meraviglioso, per altri con tanti sogni ancora nel cassetto per diventare Città a misura d’uomo. La pista ciclabile è uno di questi, ma anche una cartellonistica adeguata lungo la Riserva dello Stagone, o un itinerario nei siti storico-culturali della Città. “Le Vie dei Tesori” ci hanno mostrato a conti fatti che con l’arte e la cultura il turismo cresce e questo porta ad un benessere concreto alle attività del territorio. Camminando per le vie della Città con spirito curioso (fatelo spesso, è un consiglio), si possono notare tante cose che sfuggono nella quotidianità. Ci fa piacere constatare, ad esempio, che la Circolare urbana – il bus elettronico acquistato lo scorso anno – inizia a trasportare sempre più utenti, diversi gli studenti.

Tra le cose più serie ed urgenti da fare è ampliare il verde pubblico. Anni ed anni di non curanza hanno portato gli alberi ad ammalarsi con conseguente rimozione. La loro sostituzione è avvenuta parzialmente. Per questo la futura Amministrazione o quella che continuerà il suo lavoro – a seconda del risultato elettorale del 4 e 5 ottobre – dovrà essere più “green”. Oltre a ricordare che una legge del nostro Stato stabilisce che ogni Comune debba dotarsi di un agronomo, per diventare un grande centro, bisogna guardare a realtà sane. Si pensi che la media di verde urbano nei capoluoghi di Provincia è solo del 2,7% e che quelli della Basilicata sono tra le città con più verde; Trapani invece è quello con meno disponibilità di verde urbano (5,52 mq per abitante, dato del 2018). Fino a qualche anno fa ogni abitante aveva a disposizione, in media, 30,3 metri quadri di verde. Ancora troppo pochi.

I Comuni tra le voci di spesa hanno delle somme per la manutenzione del verde che potrebbero essere sfruttate meglio, soprattutto per quanto riguarda la potatura di alberi e piante. Da questa somma però, va detto, ne sono esclusi riserve o parchi, che sono di competenza pubblica. Nonostante ciò le città del Sud sono tra le ultime in classifica, sia come spesa nel verde pubblico, sia come città “green”. I polmoni verde consentono attività all’aperto – che in tempi di distanziamento sono da promuovere -, giochi per bambini, ma anche spazi per sport o altro.

Alcune Città – la prima del territorio trapanese fu Petrosino – hanno ovviato con un’idea intelligente, ovvero affidare, mediante bando, spazi di verde urbano a privati che se ne prendono cura in cambio di un cartello che pubblicizza la specifica azienda. Di fatto tuttora i luoghi di Marsala più puliti sono quelli affidati a bar, chioschi, ecc. Che il privato funzioni è un bene, ma gli enti locali devono dare uno slancio e piantare più alberi adeguati alla tipologia di paesaggio e/o arredo urbano. Perchè poi si finisce ad avere alberi esotici secolari che rovinano asfalto e strada, come accade in via Scipione l’Africano.

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