Andreana Patti: “Per il Recovery Fund il centrosinistra dà più garanzie”

Vincenzo Figlioli

Andreana Patti: “Per il Recovery Fund il centrosinistra dà più garanzie”

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sabato 26 Settembre 2020 - 07:45

La professionista pronta a dare una mano a Di Girolamo. “Ma non cerco poltrone”

Nei giorni scorsi, prendendo spunto dalle opportunità offerte dal Recovery Fund, l’assessora del Comune di Trapani Andreana Patti, ha inviato una nota dichiarandosi disponibile a mettere le proprie competenze a disposizione della squadra di Alberto Di Girolamo.

Com’è stata accolta la sua disponibilità a dare un contributo?

E’ stata accolta nell’ottica della conoscenza delle reciproche qualità. Con Alberto Di Girolamo non ci siamo dovuti raccontare chi siamo, perchè quello che avevamo realizzato in passato lo avevamo realizzato di squadra. Il mio, però, vuole essere anche un appello affinchè possa esserci un dialogo tra più parti per fare in modo che le opportunità ai fini comunitari siano anche opportunità di esercizio democratico per tirare fuori linee programmatiche utili al territorio. In quest’ottica, ho pensato che il centrosinistra, spesso litigioso, costituisca comunque il luogo migliore in cui confrontarsi.

Palermo ha già predisposto una prima bozza di interventi legati al Recovery Fund. Su cosa dovrebbe puntare Marsala in via prioritaria?

L’Unione Europea non lascia nulla al caso. E’ già stato definito che le nuove risorse saranno destinate ad aiuti per le infrastrutture, la programmazione rurale e la Protezione Civile. All’interno di questo schema dovremo essere bravi a incanalare le nostre necessità. Per quanto riguarda le linee programmatiche, penso alla mobilità, che non significa solo efficientare la flotta, ma ripensare la connessione tra le contrade, aspetto fondamentale in una città territorio. Ma penso anche all’inclusione sociale, alla capacità di far crescere nei ragazzi le competenze da spendere anche nelle nostre aziende, sostenendo queste ultime affinchè possano completare il processo di avvicinamento al 4.0. Più in generale, dobbiamo fare in modo che il territorio possa crescere in termini digitali. Sarebbe brutto pensare ancora al modello precedente al Covid, dobbiamo avere la capacità di andare oltre. Per fare ciò, servono le infrastrutture materiali, ma anche quelle immateriali. Se Marsala cresce, è tutto il territorio a crescere. Venendo meno le province, le città medie hanno il dovere di programmare il proprio futuro insieme, come hanno cominciato a fare con Agenda Urbana i Comuni di Marsala, Castelvetrano, Trapani, Mazara ed Erice.

In passato, le opportunità legate ai fondi europei sono state spesso disattese e i fondi sono rimasti inutilizzati. Cosa significherebbe perdere un’altra occasione?

Ci sono diverse concause che hanno determinato il mancato utilizzo dei fondi comunitari, legate sia ai ritardi della Regione che degli enti beneficiari. La programmazione che nasce a livello europeo arriva agli enti territoriali o con procedure burocratiche lunghe o tramite i bandi. Spesso i Comuni non si sono fatti trovare pronti perchè non hanno investito in progettazione o perchè i percorsi contabili di bilancio rendono accessibili le risorse non prima di settembre.

Se i Consigli comunali approvassero i bilanci di previsione a febbraio o marzo sarebbe diverso?

Sì, se ci fossero le somme per la progettazione. Di fronte alla Regione che persegue il modello dei bandi a regia, come quello delle piste ciclabili, occorre farsi trovare con progetti pronti. E qui c’è, poi, l’altro problema: non c’è più gente che progetta nei Comuni. Molti dirigenti sono andati in pensione negli ultimi anni e non c’è stato un adeguato ricambio di competenze. Per questo, spesso, ci si rivolge all’esterno. Marsala ha fatto bene in questi anni, come dimostrano i risultati ottenuti con il restyling di Porta Nuova, il parcheggio di piazza Stadio, le piste ciclabili, i nuovi autobus. E molto altro si sarebbe potuto fare se con Agenda Urbana ci fossero state meno lungaggini.

Come dovrebbe muoversi il prossimo sindaco in tal senso?

Dovrebbe puntare sulla formazione del personale dipendente. E’ chiaro che le competenze di programmazione non possono più essere patrimonio per pochi. Marsala parte da risorse importanti su cui poter reinvestire allargando e rafforzando l’ufficio delle politiche di coesione, che può diventare un punto di riferimento per gli uffici degli altri Comuni. Oltre alla formazione, servono politiche di programmazione partecipata e occorre fare in modo che pubblico e privato possano lavorare assieme. Il sindaco deve fare in modo che le esigenze del territorio trovino compimento nell’apparato burocratico e che le procedure vengano snellite. Dopo il Covid, noi amministratori siamo i medici e gli infermieri dell’economia del territorio, che abbiamo il dovere di salvaguardare.

Da tecnico, in che cosa ritiene che il centrosinistra offra maggiori garanzie?

Sotto l’aspetto della capacità di attrarre investimenti e in termini di visione europea. E poi il centrosinistra è storicamente un luogo di dibattito democratico, da cui sfociano spesso contrapposizioni che però possono portare proposte interessanti per il territorio. L’importante è che il dibattito si faccia davvero: solitamente la sinistra è criticata per le sue divisioni, ma ha spesso dimostrato grande capacità di rinnovamento. I ragazzi che compongono le liste a sostegno di Alberto Di Girolamo hanno già acquisito esperienza nell’amministrazione della città, dando prova di stare sul territorio e di cercare l’interesse della comunità. Chiaramente, dopo la campagna elettorale, il dibattito può ulteriormente salire di livello, contemplando tutte le risorse valide di questo territorio.

C’è chi in questi giorni sta pensando che le competenze di Andreana Patti potrebbero passare dalla giunta comunale di Trapani a quella di Marsala. C’è del vero o è fantapolitica?

Assolutamente, è fantapolitica. Non è nei miei pensieri, né oggetto di ragionamento con il sindaco o le liste. Da amministratore di questo territorio ho voluto fare del mio voto un fatto pubblico, ma non cerco poltrone: sono impegnata e assorbita dalla mia attività assessoriale a Trapani, a cui mi sento di dare ancora molto. Ci sono diverse forme per dare un contributo e io penso che mettere a disposizione in maniera disinteressata le proprie competenze dia una libertà di pensiero che ritengo utile per la città. Nessuna strategia, dunque, e nessun tatticismo.

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