Peppino, pulito subito

Gaspare De Blasi

Peppino, pulito subito

Condividi su:

mercoledì 29 Gennaio 2020 - 07:24
Peppino, pulito subito

Abbiamo raccolto sui social un accorato appello di una signora che si definisce mamma di uno scolaro della scuola Pascoli in pieno centro a Marsala.

Le foto pubblicate ci mostrano lattine, cartacce, sacchetti della spazzatura e persino un povero gatto morto, abbandonati nella piazzetta di fronte alla scuola. Sono lì da giorni scrive la signora. E noi aggiungiamo che anche i ragazzini appena escono dalle lezioni le notano. E dire che proprio in quella piazzetta, su iniziativa dell’assessore alla pubblica istruzione del comune Anna Maria Angileri furono dipinti dei murales sul perimetro, che avevano come tema la legalità. Che c’entra? C’entra, c’entra. La legalità non sono solo parolone, iniziative con tanti di relatori importanti.

Certo anche questo, ma dalle piccole/ grandi cose nasce il rispetto degli altri e questa è legalità. Gente che butta spazzatura dove e come non dovrebbe va individuata e sanzionata, ma in attesa che questo avvenga, i rifiuti vanno rimossi. Poi c’è il povero gatto che sta lì in attesa di degna sepoltura. Se non l’hanno gettato mani umane (carogne!) e il gattino è morto, non so se ci capite, per cause naturali e non poteva certo scegliersi il luogo deputato al conferimento della sua carcassa.

Chi lo deve rimuovere? E intanto sta lì. Almeno stava lì fino ad ieri. Oggi non sappiamo. Ma cambia poco. Fine della storia? Sembra una ripetizione di tanti fatti di cronaca che abbiamo pubblicato in questi anni, sbattendo la faccia nel classico muro. E invece No. Noi a quella piazza siamo particolarmente affezionati. Quando, sembra preistoria, eravamo ragazzini lì c’era un campetto di calcio, (il campetto della Mergellina…) e ci andavamo a giocare. Ma non è questo che ci ha spinto a queste note. Tutti hanno avuto uno spiazzale vicino casa dove giocavano e che adesso è un’altra cosa e lo ricordano con nostalgia. Il nostro giornale fece una battaglia per intitolare questa piazza a Peppino Impastato, figura di eroe moderno ucciso dalla mafia. Ci vollero anni di superamento di pratiche burocratiche, e noi continuammo a scrivere e a protestare. Poi grazie all’iniziativa di un Consigliere comunale, del Consiglio tutto e del sindaco di allora si arrivò all’intitolazione della piazza con una toccante cerimonia presente il fratello di Peppino.

Da allora si chiama piazzetta Peppino Impastato. (Ci scusiamo con il consigliere e con il sindaco di allora dei quali non citiamo i nomi, ma siamo alla vigilia della campagna elettorale per il rinnovo delle cariche amministrative e non vorremmo passare per tifosi di questo o di quell’altro…). Ora signori dell’amministrazione, noi non sappiamo come intendete procedere. Alla pulizia pubblica dobbiamo concorrere tutti. Ma voi avete l’obbligo di concorrere, non so se ci capite, un po’ di più. Se poi il luogo è intitolato a Peppino impastato…

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta