Pino Milazzo: “sono alternativo al sindaco ma non ci sono le condizioni per sfiduciarlo”

Gaspare De Blasi

Pino Milazzo: “sono alternativo al sindaco ma non ci sono le condizioni per sfiduciarlo”

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giovedì 03 Maggio 2018 - 07:19
Pino Milazzo: “sono alternativo al sindaco ma non ci sono le condizioni per sfiduciarlo”

Eletto nella lista Futuro per Marsala, il consigliere Pino Milazzo, ha continuato a restare all’interno del gruppo assieme alla collega Francesca Angileri.

E di questi tempi non cosa di poco conto… Non discuto le scelte dei miei colleghi che cambiano gruppo e talvolta schieramento. Cerco di rimanere fedele a quanti mi hanno votato perché ero in quella lista e appartenevo a quello schieramento alternativo all’attuale amministrazione”

A proposito di schieramento lei è all’opposizione della giunta guidata da Alberto Di Girolamo, quindi esprime un giudizio negativo sul suo operato?

“Non sono per niente soddisfatto di quello che ha prodotto l’amministrazione. Basta guardarsi in giro e sentire i cittadini per capire che la mia opinione è largamente condivisa”.

Condivisa anche da alcuni consiglieri comunali, tanto che sono arrivati a preannunciare la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco.

“Qui entriamo in un campo diverso. Io che una certa esperienza amministrative l’ho accumulata negli anni, posso affermare che il migliore commissario è peggiore del sindaco più inefficiente”.

Viva quindi la democrazia elettiva. Quindi lei non firmerà mai la richiesta di sfiducia?

“Per sfiduciare il sindaco occorre un progetto alternativo nei programmi e nelle persone. Io sono disponibile a parteciparvi purché si tratti di una cosa seria e non estemporanea”.

Quindi Alberto Di Girolamo a casa se ci sono i presupposti di un sindaco diverso…

“… e di un programma alternativa, oltre che una diversa squadra di giunta e differente maggioranza”

A proposito di maggioranza che idea si è fatta delle vicende interne al Pd?

Potrei lavarmene le mani e dire che sono cose interne al partito di Renzi. Invece hanno finito per coinvolgere l’attività amministrativa. In aula ormai non si parla d’altro. Ci sono però delle responsabilità che vengono da lontano e che riguardano il sindaco”.

In che senso?

Alberto Di Girolamo si è sempre atteggiato a leader di una colazione civica, invece è stato eletto mentre era segretario di un partito. Ha continuato a rivestire per anni ancora quella carica e, che io sappia, è rimasto dirigente del suo partito. Non si è mai capito cosa fosse, e forse non lo hanno compreso bene neppure i suoi alleati viste le polemiche interne alla maggioranza di questi anni. E dire che la giunta è composta da dirigenti del Pd alcuni dei quali sono stati anche loro segretari del partito. Mi hanno profondamente deluso con il loro comportamento che sfiora l’opportunismo. Spettava a loro prendere in mano la delegazione del Pd in giunta, invece talvolta sembra che altri guidino la barca…”.

A chi si riferisce?

Al presidente del Consiglio Enzo Sturiano. Aldilà delle sue notevoli capacità di lettura degli atti amministrativi, a volte si ha l’impressione che occupi contemporaneamente oltre alla carica istituzionale, anche quella di segretario, capogruppo e leader del partito”

Di quale partito?

“Faccia lei. La storia insegna che Sturiano non entra, per sua scelta, in alcun partito. Così si trova a suo agio e muove le pedine a suo piacimento. Pedine politiche s’intende”

Se alziamo l’asticella della politica e ci trasferiamo a Palermo lei, dopo i diversi mesi di governo regionale trascorsi, che giudizio dà di Nello Musumeci?

“Sono molto deluso. Mi aspettavo uno scatto in avanti della Regione e invece….”

Abbiamo capito anche lei appartiene alla schiera di quanti credono che prima o poi finirà per fare rimpiangere Rosario Crocetta. Che governo si auspica che formino a Roma?

A parte una mia certa distanza dal Movimento 5 Stelle, auspico nella situazione attuale un governo di tutti per fare una nuova legge elettorale. Chiamiamolo del presidente, istituzionale o comunque si vuole, ma il Paese ha urgente bisogno di un esecutivo”.

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