Processo Mirarchi, Nicolò Girgenti insiste: “Sono innocente”. Ma restano ombre sul suo racconto

redazione

Processo Mirarchi, Nicolò Girgenti insiste: “Sono innocente”. Ma restano ombre sul suo racconto

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lunedì 04 Dicembre 2017 - 18:42

Udienza cruciale del processo che si sta celebrando davanti la Corte d’Assise di Trapani per l’omicidio del maresciallo Silvio Mirarchi. Era infatti previsto per oggi l’esame di Nicolò Girgenti, l’agricoltore marsalese accusato di aver ferito mortalmente il vice comandante della Stazione dei Carabinieri di Ciavolo la notte del 31 maggio 2016.

L’udienza è stata aperta dalla deposizione di Antonella Pizzo, moglie di Mirarchi, che ha ricostruito quella drammatica giornata, cominciata con momenti di routine familiare e conclusa con la telefonata del marito che le comunicava di essere stato ferito alla gamba e di trovarsi al Pronto Soccorso di Marsala. Il resto è storia tristemente nota, che racconta di una famiglia devastata dal dolore, con la decisione da parte della figlia maggiore, già universitaria, di tornare a studiare in Sicilia per stare vicina alla madre.

Dopo la signora Pizzo, c’è stato il lungo esame di Girgenti (assistito dall’avvocato Genny Pisciotta) che ha ribadito la sua versione dei fatti, dichiarando di non essere mai passato, quella tragica sera, dal luogo in cui si consumò la sparatoria. In particolare, l’imputato fa sapere di aver cenato a casa e di essere poi uscito per comprare le sigarette, incontrando Angileri e Barbera (sentiti nel corso dell’udienza precedente). Era quindi tornato nella propria abitazione, da dove racconta di aver sentito gli spari: da lì – “per paura” – la decisione di uscire nuovamente per andare verso il luogo in cui presumeva si fosse verificata la sparatoria. Dopodichè, un nuovo dietrofront, una volta incontrati i due citati conoscenti che lo avrebbero dissuaso a raggiungere la serra di contrada Ventrischi. Tale circostanza ha suscitato le perplessità dell’accusa (rappresentata in aula dalla pm Sessa) e dell’avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta. Lo stesse teste si è contraddetto rispetto alla serra: in un primo momento ha infatti riferito di non sapere cosa contenesse, per poi ammettere, incalzato dall’accusa, di essere a conoscenza della presenza di piante di marijuana. Girgenti ha comunque ribadito la propria innocenza, affermando di aver fiducia nella giustizia e di sperare che vengano trovati i veri responsabili dell’omicidio di Silvio Mirarchi.

La prossima udienza è prevista lunedì 11 dicembre: nell’occasione verranno ascoltati alcuni cd contenenti intercettazioni ritenute d’interesse processuale. A seguire, comincerà l’esame dei testi della difesa.

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