31 maggio

vincenzofiglioli

31 maggio

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venerdì 13 Marzo 2015 - 18:46

In Sicilia siamo specializzati nell’allungare i tempi. L’ennesima conferma arriva dall’ultima decisione della giunta regionale, che ha deciso di fissare per il 31 maggio e il 1 giugno le date del primo turno elettorale delle prossime amministrative. Esattamente 10 mesi e 8 giorni dopo le dimissioni di Giulia Adamo, che hanno determinato il commissariamento dell’amministrazione comunale e la necessità di andare a elezioni anticipate. A costo di essere ripetitivi, torniamo a dire che non comprendiamo perché i parlamentari del territorio non si siano adoperati per fare in modo che Marsala potesse essere inserita nella tornata elettorale di novembre, che portò al voto Campobello di Mazara. Avremmo già un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio comunale. Non è detto che sarebbe arrivata un’amministrazione capace di risolvere tutti i nostri problemi, ma sicuramente avremmo guadagnato tempo. E magari ci saremmo anche risparmiati tante discussioni infinite sul nulla…

Nelle ultime settimane, ci siamo chiesti più volte come mai la Regione tardasse a ufficializzare la data del voto di primavera. Immaginavamo, comunque, che si sarebbe votato il 10 maggio, con un eventuale ballottaggio due settimane dopo. Ma siccome maggio ha 31 giorni, si è pensato bene di utilizzarli tutti – dal primo all’ultimo – per la campagna elettorale, con la possibilità di un’ulteriore coda per il mese successivo. Qualora i giochi non si chiudessero al primo turno, si tornerebbe infatti alle urne il 14 giugno per il ballottaggio. Stavolta, a differenza di altre occasioni, la Sicilia seguirà le stesse date che il governo ha fissato per le Regionali e le amministrative che si terranno sul resto del territorio nazionale, nell’ambito di un election day che servirà a risparmiare un po’ di soldi.

La proposta di votare il 31, neanche a dirlo, è arrivata dal Ministro degli Interni Angelino Alfano, originario – guarda caso – di Agrigento, Comune interessato da questa tornata elettorale per ragioni analoghe a quelle riguardanti Marsala: anche lì il sindaco in carica – Marco Zambuto – si era dimesso in seguito a una condanna e l’amministrazione venne commissariata. Nel frattempo, Forza Italia e Pd hanno cercato in tutti i modi di trovare un modo per presentarsi agli elettori con una coalizione unitaria. Ma per farla digerire agli elettori e a qualche dirigente con la puzzetta sotto il naso ci vuole tempo. Chissà se Alfano avrà pensato ai fatti di casa sua quando ha proposto questa data…

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