Aeroporto Trapani: una mela che sta marcendo

Claudia Marchetti

Aeroporto Trapani: una mela che sta marcendo

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giovedì 08 Maggio 2014 - 11:30

L’annuncio di Ryanair di ieri, relativo all’aeroporto di Trapani è uno schiaffo, l’ennesimo, che la compagnia aerea riserva al settore turistico della provincia di Trapani. Al di là delle frasi di circostanza e del falso entusiasmo per i risultati raggiunti, rimane sul campo di battaglia un ulteriore taglio dei voli sullo scalo trapanese a beneficio di quello palermitano. Taglio dei voli che segue quello già effettuato sulla “timetable” estiva 2014 e la rimozione di un aeromobile dalla base trapanese. Ma tutto sommato, non si può incolpare Ryanair di voler fare i propri interessi. Ryanair è un leone, e come tale balza sulla preda quando vede conveniente cacciarla e la ignora, per prede più facili quando il gioco non vale la candela. In fondo Ryanair aspetta ancora i soldi da alcuni comuni che, al di là delle solite promesse da politicanti, non hanno ancora ottemperato a quanto pattuito. La colpa del lento declino dell’aeroporto è quindi della politica? Certo, la politica si sta dimostrando incapace di guidare una scommessa sul futuro quale è la corretta e lungimirante gestione dell’aeroporto. Ma tutto sommato, non è che ci sia molto da aspettarsi dalla politica visto e considerato come stia pagando, in questi ultimi anni, la perdita di consenso elettorale proprio a causa della propria inettitudine ed autoreferenzialità. E poi, con il taglio delle Province, al momento non esiste un interlocutore politico di coordinamento fra i 1000 interessi di bottega dei comuni. E l’Airgest? Cornuta e mazziata e senza neanche la spinta propulsiva dell’orgoglio a fargli alzare la testa? Certo! L’airgest è stata furba in questa vicenda: ha mendicato aiuto dagli operatori salvo poi ignorarli quando ha ottenuto l’attenzione delle istituzioni proprio grazie all’interessamento degli stessi operatori. Si è fatta pagare dai comuni (da tutti noi) l’accordo con Ryanair, da quest’anno intascherà le tasse aeroportuali ed infine in finanziaria sono stati stanziati i famosi soldi della guerra in Libia che, se arriveranno mai a Trapani, finiranno proprio nelle casse dell’Airgest. Perché mai l’Airgest dovrebbe avere stimoli e fretta per agire? I conti tornano nelle loro casse. Sia quelli palesi, sia quelli che magari noi poveri osservatori non conosciamo e che, nulla vieta, possano anche non essere compatibili con gli interessi di lungo periodo del territorio e degli operatori. E qui dobbiamo per forza di cosa puntare anche il dito contro gli operatori turistici, seduti sotto il fico sperando che qualche frutto gli cada in bocca. Infatti non mi capacito come, ad un anno dall’operatività, Comiso sia riuscito a movimenare 140 voli charter da Parigi, Bruxelles, Marsiglia, Ginevra, Lione, Stoccolma, Svezia, Tunisi, Tel Aviv, laddove l’aeroporto di Trapani, in quasi 10 anni di attività abbia solo volato e “sperato” su Ryanair (fonte: http://www.aeroportodicomiso.eu/news-room-it/item/485-it-comiso-buono-il-mercato-dei-charter). Si ok! Mi si dirà che a Ragusa ci sono imprenditori illuminati, grandi capitali, business impensabili qui in queste terre di confine. Poi vado a vedere il piccolo aeroporto di Pantelleria e vedo che Pantelleria ha una tabella di voli charter settimanali che volano da Bergamo, Bologna, Venezia, Linate e Roma. E se una rondine non fa primavera, 2 rondini dovrebbero far riflettere sull’incapacità delle classi dirigenti della provincia di Trapani (politica, industriale, associazionistica). Incapaci di guardare oltre il proprio orticello e di riconoscere il merito ma capaci di premiare solo l’amicizia e l’affiliazione. C’è bisogno di un moto di orgoglio da parte dei privati che inizino a organizzarsi seriamente. La componente seria e qualificata di questo territorio, a mio avviso, dovrebbe iniziare a non circondarsi più di amichevole incompetenza ma iniziare a guardare anche, se necessario, alle antipatiche compentenze per un rilancio serio del settore che abbia come priorità lo staccarsi dal cordone ombelicale dell’ondivago pubblico che oggi c’è e domani sparisce a caccia di altri voti di altre categorie. Il comparto turistico trapanese deve diventare artefice del proprio destino, eliminando vecchie rivalità da bottegai ed unirsi in un progetto serio di rilancio del territorio, oppure rassegnarsi a soccombere alle voglie ed alle manie degli altri. Per dirla alla grillina…. SVEGLIAAAAAAAAA!!

 Luca Sciacchitano

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