Carlo Alberto Tregua 29 Agosto 2026, 07:30 L’Ucraina va verso la catastrofe perché il suo...
L’Ucraina va verso la catastrofe perché il suo presidente, Volodymyr Zelensky, fin dal primo giorno della sciagurata e deprecabile invasione da parte della Russia (24 febbraio 2022), non ha capito che a prescindere dal torto e dalla ragione, questa guerra avrebbe portato il suo Paese alla distruzione: infrastrutture spazzate via, donne e uomini di tutte le età uccisi e la “normalità” è ormai divenuta un miraggio per quella popolazione.
Qualcuno potrebbe obiettare che la responsabilità è di Vladimir Putin, “dittatore” della Federazione russa. L’affermazione è pacifica, ma non è l’oggetto di questo commento, che invece riguarda l’ostinazione, la cecità, l’incompetenza e la stupidità del Presidente ucraino, il quale non ha capito fin dall’inizio dove avrebbe portato la strada imboccata il 10 marzo del 2022, rifiutandosi di firmare la proposta di pace prevista dal mediatore Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia.
Elezioni e democrazia in Ucraina
Questi quattro anni abbondanti hanno inoltre creato un disordine democratico in Ucraina perché non si sono fatte più le elezioni, quindi non si è interpellato il Popolo per sapere se volesse continuare questa sciagurata guerra oppure mettervi fine a qualunque costo con una pace possibile, seppure non giusta.
Ovviamente quando cessa la Democrazia la corruzione avanza e ora essa ha toccato la vice di Zelensky e molti consiglieri, militari e ministri del suo cerchio magico. Inchieste e faide si moltiplicano di giorno in giorno.
A questo punto emerge un suo ex fedelissimo ministro della Difesa, Mychailo Federov, che ha chiesto a Zelensky, anzi lo ha sfidato, di indire subito le elezioni, senza nascondersi dietro il fatto che essendoci la guerra esse non potrebbero svolgersi.
Non crediamo che l’ex attore-comico aderisca a questa richiesta perché sa che il Popolo lo farebbe fuori, quindi ormai resiste a oltranza, come sta accadendo pari pari in Israele, ove Benjamin Netanyahu teme fortemente le elezioni del prossimo 27 ottobre, che, contrariamente all’Ucraina, si svolgeranno.
Non sappiamo se il “Piccoletto” avrà capito che la fine è vicina. Attendiamo con fiducia.
L’aspetto più negativo di tutta questa faccenda è la posizione dell’Unione europea, che ha continuato a sostenere la malsana azione dell’ex attore-comico, proseguendo a tutti i costi la guerra e paventando che se si firmasse la pace, Putin non sarebbe soddisfatto. Si tratta di una colossale menzogna perché non è pensabile che il “Dittatore” russo possa attaccare la Nato e quindi anche gli Stati Uniti, con cui ha un ottimo rapporto attraverso Trump.
Hanno tentato con bugie palesi di dire che i droni e i missili russi avevano invaso i cieli dell’Europa e poi si è scoperto che quei droni erano ucraini; hanno tentato di far passare diversi attentati come conseguenza di azioni russe, ma anche in questo caso si è scoperto che derivavano da azioni ucraine.
Insomma, c’è stato e c’è un gruppo di potere europeo – che possiamo anche identificare senza molti sforzi con gli industriali delle armi – che spinge affinché questa malsana guerra prosegua, la quale produce ottimi fatturati e utili per costoro.
La posizione dell’Italia e dell’Europa
Il nostro Paese ha preso una posizione intermedia rispetto alla precedente perché, pur concordando formalmente con la linea di Ursula von der Leyen, di fatto ha ridotto la fornitura delle armi ed è tiepida anche nei rapporti e nei comunicati con il Presidente ucraino.
C’è da augurarsi che anche la Germania e la Francia si sveglino ed escano da questo torpore che non reca loro nessun beneficio. Bisogna anche augurarsi che tutti gli Stati del Nord Europa – dalla Danimarca, alla Svezia, alla Finlandia, alla Norvegia (benché non faccia parte dell’Ue) – facciano sentire la loro voce per evitare che oltre al regalo di novanta miliardi (formalmente prestati) non vengano date altre somme, che sono gettate nel pozzo.
Non sembra che le sorti di questa guerra possano mutare continuandola, quindi tanto vale accogliere le pressanti e continue istanze di Papa Leone XIV per chiudere questa insana guerra e mettere fine a una vicenda che ha fatto, e fa, solo danni.
