Guardia di FinanzaGuardia di Finanza Edoardo Ullo 27 Ottobre 2026, 09:02 Truffa, false dichiarazioni, falsità...
Truffa, false dichiarazioni, falsità in testamento olografo. Queste le accuse per tre persone indagate dalla procura di Termini Imerese, in provincia di Palermo, che ha disposto anche il sequestro di diversi immobili nella provincia.
Contestualmente i militari della guardia di finanza hanno proceduto a perquisizioni locali nei riguardi degli indagati.
Indagini partite dalla querela di un uomo
Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, sono scaturite da una querela presentata da un uomo da poco rimasto vedovo che, una volta avviate le pratiche per la successione, aveva scoperto di non essere più proprietario dell’immobile da lui acquistato nel 1993 in regime di comunione legale con la moglie, deceduta nel gennaio 2025.
L’uomo, inoltre, aveva dichiarato di aver scoperto che una delle tre persone indagate, a lui del tutto sconosciuta, fosse divenuta proprietaria di quello stesso immobile per effetto di una dichiarazione di successione da costui registrata nel maggio 2025.
Gli accertamenti e la scoperta del testamento olografo falso
Dalle indagini è emerso lo stratagemma utilizzato dai tre indagati per acquisire illecitamente un rilevante numero di immobili. Uno di loro ha presentato un testamento olografo falso, per effetto del quale veniva nominato erede universale dalla propria madre.
Inoltre, lo stesso esibiva un’autocertificazione, anch’essa non veritiera, nella quale attestava come la propria madre avesse in precedenza acquisito per usucapione la proprietà di una serie di immobili.
Il modus operandi degli indagati
Da ultimo, gli indagati depositavano una dichiarazione di successione e una voltura catastale all’Agenzia delle entrate, basate sul testamento olografo e sulla autocertificazione attestante l’avvenuta usucapione, false.
In tal modo, i tre indagati sono riusciti ad acquisire nella loro diretta disponibilità ben diciotto immobili e diversi terreni, divenendone i “nuovi” proprietari. Le indagini hanno impedito che questi immobili potessero essere successivamente rivenduti dagli odierni indagati a ignari acquirenti, così lucrando ingenti profitti e sottraendoli definitivamente ai legittimi proprietari. I sequestri oggi disposti in via di urgenza mirano a impedire che tutto ciò possa verificarsi.
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