Dieci squadre trapanesi nell’Atlante del Calcio Italiano: ecco quali

redazione

Dieci squadre trapanesi nell’Atlante del Calcio Italiano: ecco quali

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martedì 27 Ottobre 2026 - 07:00

Dalla storica cavalcata del Trapani verso la Serie A alle stagioni del Marsala in Serie C, passando per Mazara, Alcamo e Folgore Castelvetrano. Ma anche le imprese di realtà più piccole come Ligny, Campobello, Paceco e Dattilo. La Provincia trapanese ritrova un pezzo della propria memoria sportiva nell’Atlante Storico del Calcio Italiano, il progetto digitale gratuito ideato dall’ingegnere civile e giornalista foggiano Francesco Ippolito. Il portale, consultabile su atlantedelcalcio.it, raccoglie oltre 1.500 società che hanno partecipato ai campionati nazionali dalla Serie A alla Serie D, ricostruendo le diverse categorie e denominazioni dal 1929 alla stagione 2026-2027. Sono dieci le società della provincia di Trapani censite, ciascuna con un percorso che racconta la storia calcistica del proprio territorio.

Trapani e Marsala, le protagoniste storiche

Il Trapani conta 77 partecipazioni ai campionati nazionali, tra Serie B, Serie C e categorie inferiori. Nella classifica storica nazionale elaborata dall’Atlante occupa l’80º posto con 214 punti. Tra i momenti più importanti spicca la stagione 2015-2016, quando la squadra allenata da Serse Cosmi raggiunse la finale dei playoff per la promozione in Serie A, dopo aver chiuso il campionato di Serie B al terzo posto. Anche il Marsala vanta una lunga tradizione: con 58 partecipazioni ai campionati nazionali, si trova al 126º posto della graduatoria con 130 punti. Il percorso degli azzurri comprende 21 stagioni in Serie C, nove in Serie C2 e altre esperienze nelle categorie nazionali inferiori. L’Atlante censisce separatamente anche il Marsala Calcio, con due partecipazioni alla Serie D. La graduatoria, spiega Ippolito, non pretende di stabilire quale squadra sia più importante, ma misura la continuità delle presenze nei campionati nazionali. Il progetto distingue inoltre le diverse identità societarie, tenendo conto dei cambi di denominazione e delle trasformazioni avvenute nel tempo.

Dal Ligny alla Folgore: le storie meno conosciute

Tra le vicende più particolari c’è quella del Ligny Trapani, squadra legata a un quartiere cittadino che disputò tre campionati interregionali consecutivi tra il 1981-1982 e il 1983-1984. Nella prima stagione conquistò il secondo posto con 46 punti, sfiorando la promozione in Serie C2. Nell’ultima annata comparve con la denominazione Pro Trapani, chiudendo al terzo posto. “L’obiettivo dell’Atlante è proprio evitare che queste storie finiscano dimenticate”, sottolinea Ippolito, ricordando come anche le società con poche stagioni nei campionati nazionali abbiano rappresentato una parte importante del calcio italiano. La storia prosegue con il Mazara, protagonista di 32 campionati di Serie D e categorie equivalenti, e con l’Alcamo, che ha conosciuto anche il professionismo, disputando una stagione in Serie C e sette in Serie C2. Rilevante anche il percorso della Folgore Castelvetrano, con 28 partecipazioni alla Serie D, una presenza costante per decenni nel calcio interregionale.

Campobello, Paceco e Dattilo: il calcio dei piccoli centri

L’Atlante dedica spazio anche alle realtà meno conosciute. Il Campobello di Mazara ha partecipato a tre campionati di Serie D, mentre il Paceco compare per la stagione 2017-2018. Il Dattilo Noir, espressione dell’omonima frazione, ha invece raggiunto la Serie D nel 2020-2021. Proprio il Dattilo rappresenta un esempio delle trasformazioni che possono interessare le società calcistiche: nel 2021 il Dattilo 1980 trasferì la sede a Trapani, assumendo la denominazione FC Trapani 1905 e conservando la propria matricola. Il lavoro di ricostruzione realizzato da Ippolito, autore anche di due edizioni del libro Le maglie dell’Inter, pubblicate in collaborazione con FC Internazionale Milano e Giunti Editori, punta così a restituire una collocazione storica e geografica a società che rischiano di essere dimenticate. “Una partecipazione in Serie D del Campobello o del Paceco può sembrare un dettaglio per chi segue soltanto il grande calcio, ma per quelle comunità rappresenta una parte della propria identità”, osserva l’autore. Un patrimonio di storie che, dalle ambizioni del Trapani alle esperienze dei centri più piccoli, contribuisce a raccontare quasi un secolo di calcio nella provincia e in tutta Italia.

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