Smaltimento rifiuti - foto di Imagoeconomica Simone Olivelli 19 Settembre 2026, 12:11 L’impianto per il...
L’impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti di Gela sembra essere diventato oggetto di una maledizione. La società Impianti Srr Ato 4 Caltanissetta Provincia Sud, che lo gestisce per conto dell’omonima Srr – l’ente a cui la legge delega la gestione degli impianti pubblici nei singoli ambiti – ha informato la Regione di un nuovo guasto.
Tmb di Gela, cosa è successo
“Si è verificata la rottura di una ruota di trasferimento del vaglio primario che pregiudica la corretta funzionalità dell’impianto di Tmb”, si legge in un decreto firmato venerdì dal dirigente generale del dipartimento Rifiuti Arturo Vallone.
Il provvedimento è stato resto necessario dall’esigenza di prorogare i termini dell’ordinanza che in estate è stata emanata per redistribuire i conferimenti dei Comuni, non ricadenti nell’ambito della Srr Caltanissetta Provincia Sud, in altri Tmb.
Il trattamento meccanico-biologico è un processo – obbligatorio – che interessa i rifiuti indifferenziati e che è propedeutico allo smaltimento in discarica. Per questo, una riduzione della capacità di efficienza dei Tmb può determinare una crisi dei rifiuti.
Pezzo di ricambio
Emanato a inizio agosto, il decreto aveva interessato i Comuni di Randazzo, Palagonia, Scordia, San Cataldo, Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro e Caltagirone.
Per alcuni di essi era stato disposto il trasferimento dell’intera produzione di indifferenziata in altri Tmb – la maggior parte in quello di Lentini gestito da Sicula Trasporti, società da cinque anni gestita dal tribunale di Catania, dopo il sequestro e la condanna in primo grado dei titolari nel processo Mazzetta Sicula –, per altri la Regione aveva ridotto i conferimenti a Gela, smistando l’eccedenza in altri siti.
All’origine di queste decisioni c’era stata la comunicazione da parte dei gestori dell’impianto di Gela della necessità di rallentare con le attività. “L’attuale stato di conservazione e di usura delle linee di trattamento e le relative dotazioni impiantistiche necessita di continui e ripetuti interventi di micro-manutenzione comportando frequenti fermi parziali che ne riducono la disponibilità operativa”, era stato il contenuto di una nota inviato al dipartimento regionale, con la quale si chiedeva di limitare i flussi in entrata a 150 tonnellate al giorno.
I tempi del completo ripristino dell’impianto
La validità delle disposizioni date dalla Regione sarebbe dovuta essere valida fino al 15 settembre, ma già la scorsa settimana era stato necessario allungare la scadenza fino al 20 settembre. Così però non sarà. La società Impianti Srr ha infatti informato la Regione del nuovo guasto. “Il pezzo da sostituire è già stato ordinato e il termine per la ripresa a pieno regime è stato individuato per la data del 26 ottobre”, viene riportato nel decreto del dirigente Vallone che rimanda così di oltre un mese il momento in cui a Gela si dovrebbe tornare alla normalità.
L’indagine della Procura di Caltanissetta
A dire il vero nella città del Nisseno la normalità nel settore dei rifiuti si è interrotta ancor prima. A giugno, infatti, è arrivata la notizia dell’indagine della procura di Caltanissetta che contesta una serie di inadempienze e reati ambientali nella gestione degli impianti.
Tra gli aspetti più delicati c’è proprio il modo in cui veniva utilizzato il Tmb: nello specifico gli inquirenti sospettano che in alcuni casi i rifiuti siano stati depositati in discarica senza essere sottoposti precedentemente al trattamento meccanico-biologico.
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