Saline MaB UNESCO, il porto alza la voce: dubbi sul metodo e sulla zonazione

Nicola Baldarotta

Saline MaB UNESCO, il porto alza la voce: dubbi sul metodo e sulla zonazione

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sabato 19 Settembre 2026 - 10:48

L’Autorità portuale contesta il percorso seguito nella candidatura e chiede chiarimenti sulla presenza di una parte delle aree portuali nel perimetro. E nella lettera non compare il sindaco di Trapani tra i destinatari diretti

La candidatura delle “Saline di Sicilia” a Riserva della Biosfera MaB UNESCO entra in una fase delicata. A mettere nero su bianco le proprie perplessità è l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, che contesta soprattutto il metodo seguito nella definizione della zonazione. Il nodo riguarda il porto di Trapani. Secondo quanto ricostruito dall’Autorità nella nota inviata alla Camera di Commercio e al Ministero dell’Ambiente, durante un incontro del 15 maggio era stata prospettata l’esclusione del porto e della zona industriale dalla candidatura. Una soluzione che, sostiene l’AdSP, era stata accolta favorevolmente e riportata anche nel comunicato diffuso al termine della riunione.

Nella documentazione successivamente trasmessa, però, sarebbe ricomparsa una parte della circoscrizione portuale. L’Autorità sostiene di non essere stata informata formalmente della modifica né di aver ricevuto il dossier definitivo in tempo utile per formulare le proprie osservazioni. Ed è questo il punto centrale della contestazione: non tanto la candidatura MaB in sé, quanto il percorso istituzionale che ha portato alla definizione del perimetro. L’AdSP chiede quindi chiarimenti sulla zonazione definitiva, oltre alla trasmissione di dossier, cartografie e documentazione relativa alla candidatura.

La preoccupazione riguarda anche le possibili conseguenze sull’attività portuale, in particolare rispetto allo sviluppo della crocieristica e del diporto. L’Autorità sottolinea infatti che l’inserimento di aree portuali nel perimetro della Riserva dovrebbe essere valutato anche alla luce degli obiettivi di sviluppo dello scalo. Una posizione che non mette in discussione, almeno formalmente, il valore della candidatura UNESCO, ma chiede che le eventuali ricadute sul porto siano preventivamente conosciute e condivise. C’è poi un elemento che politicamente non passa inosservato. Tra i destinatari della comunicazione compare il Comune di Trapani, ma non il sindaco Giacomo Tranchida come destinatario diretto.

Un particolare significativo perché proprio Tranchida aveva espresso pubblicamente la propria posizione sulla vicenda, sostenendo una configurazione che prevede l’esclusione del porto commerciale e la presenza, invece, dell’area del porto peschereccio nella zonazione. È proprio questa soluzione a entrare in apparente contrasto con quanto l’Autorità portuale afferma di aver discusso a maggio. La domanda posta dall’AdSP è quindi molto concreta: la zonazione definitiva esclude oppure no l’intera circoscrizione portuale di Trapani? E, nel caso in cui una parte sia rimasta all’interno del perimetro, quando è stata assunta questa decisione e attraverso quale confronto con l’Autorità portuale? Sono interrogativi che riguardano non solo una linea tracciata su una cartografia, ma il rapporto tra tutela ambientale, riconoscimento UNESCO, attività portuale e sviluppo economico del territorio.

La candidatura delle Saline può rappresentare un’opportunità importante per la provincia. Proprio per questo, però, il percorso deve essere trasparente e condiviso con tutti i soggetti istituzionali direttamente interessati. Ora l’Autorità portuale ha chiesto formalmente le risposte. E il dossier MaB UNESCO torna così al centro del confronto istituzionale trapanese.

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