Il rendering dei due progetti per Catania e PalermoTermovalorizzatori di Catania e Palermo - rendering...
Dopo Catania, anche Palermo. L’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica dei rifiuti, creato all’interno della Regione per gestire gli iter di realizzazione dei termovalorizzatori, ha concesso per entrambi i progetti una proroga di 15 giorni per consentire alle associazioni ambientaliste e a qualsiasi soggetto della società civile di presentare osservazioni. La decisione è arrivata in seguito alla presentazione di nuovi documenti, da parte delle società private a cui è stato affidato il compito di redigere il primo livello di progettazione. Da qualche settimana, i fascicoli contenenti i progetti per gli impianti previsti a Bellolampo e nella zona industriale del capoluogo etneo sono al centro della conferenza di servizi, nel corso della quale verranno raccolti i pareri necessari per arrivare al rilascio delle autorizzazioni.
Termovalorizzatori Palermo e Catania, la valutazione ambientale
A valutare la compatibilità ambientale dei progetti dovrà essere la commissione tecnica-specialistica, che nei mesi scorsi ha espresso un primo parere istruttorio ravvisando criticità da superare con correttivi, chiarimenti e integrazioni da parte dei progettisti. “In relazione alla procedura in oggetto, alle richieste pervenute e all’integrazione trasmessa in data 14 settembre, questo ufficio a maggiore garanzia della partecipazione al procedimento ritiene opportuno che debba essere consentito al pubblico di presentare eventuali osservazioni. Ciò riproponendo l’avviso e prevedendo, ai sensi della normativa vigente, un termine di 15 giorni”, si legge in una nota firmata lunedì scorso dal dirigente Salvo Cocina e l’indomani trasmessa via Pec dall’assessorato all’Ambiente a Comuni, associazioni, sindacati ed enti già intervenuti nella discussione.
Progetto del termovalorizzatore di Catania, le nuove integrazioni
Per il progetto catanese, l’integrazione ha riguardato la relazione idraulica e la documentazione concernente i parametri urbanistici ed edilizi. Su quest’ultimo punto, il Comune di Catania, tramite la direzione Urbanistica, nel corso della prima seduta della conferenza di servizi ha rilasciato un parere in cui si metteva in luce la necessità di approfondire il tema della compatibilità. “Con la presente si trasmette, a maggiore chiarezza degli elaborati già prodotti, la documentazione integrativa richiesta – si legge nella nota die progettisti –. Tali elaborati non modificano in alcun modo l’ipotesi progettuale e non ne modificano in alcun modo il contenuto sostanziale e confermano quanto già dichiarato e prodotto negli elaborati già pubblicati”.
Termovalorizzatore di Palermo, tutti i documenti integrativi
Sono invece una quindicina gli allegati caricati sulla piattaforma regionale a integrazione del progetto per il termovalorizzatore di Palermo. Si va dalla stima delle spese per il ripristino dello stato dei luoghi, quando l’impianto verrà dismesso, al riscontro alle osservazioni dell’Asp sulla relazione tecnico-sanitaria; dalla relazione sull’impatto elettromagnetico alla stima della spesa per la connessione alla Rete di trasmissione nazionale, passando per relazioni riguardanti l’impianto fotovoltaico, gli impianti meccanici, i parametri urbanistici e l’avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio. Quest’ultima documentazione è stata firmata da Schifani nella veste di commissario straordinario e spedita ai proprietari dei terreni interessati dal progetto già a giugno.
Termovalorizzatori, aumenta la potenza di connessione alla rete
Tra le integrazioni più recenti c’è anche quella di una modifica relativa alla potenza di connessione con la rete gestita da Terna. La variazione sarà valida per entrambi i termovalorizzatori. “In questa prima fase, la potenza di connessione di 25 Mw (megawatt), relativa a ciascun impianto, è stata individuata sulla base delle informazioni e delle stime energetiche allora disponibili – si legge nel documento visionato dal Quotidiano di Sicilia –. La procedura con Terna è stata quindi sviluppata parallelamente all’avanzamento della progettazione, senza attendere il completo consolidamento dei bilanci energetici, anche in considerazione dei tempi necessari per la definizione della soluzione di connessione. A seguito dell’affinamento dei bilanci di massa ed energia, la richiesta originaria – proseguono i progettisti – è stata aggiornata da 25 Mw a 32 Mw per impianto. L’incremento tiene conto, da una parte, della più precisa determinazione delle prestazioni energetiche attese e, dall’altra, della necessità di prevedere un adeguato margine tecnico nella capacità di connessione”.
Nella relazione si specifica che “tale margine è finalizzato a evitare che la connessione risulti sottodimensionata qualora, in sede di offerta e di successivo sviluppo della progettazione, vengano proposte soluzioni tecnologiche o gestionali in grado di migliorare l’efficienza energetica e, conseguentemente, aumentare la potenza elettrica producibile”. In altre parole, dunque, “il valore di 32 MW per ciascun impianto rappresenta pertanto la potenza assunta per il corretto dimensionamento della connessione alla rete”. Non costituisce necessariamente la potenza che sarà immessa in modo continuativo nella rete, “ma individua la capacità massima che la connessione dovrà essere in grado di gestire nelle condizioni di maggiore produzione previste”.
Termovalorizzatori, la proroga divide il mondo ambientalista
La concessione della proroga di 15 giorni è stata accolta senza particolari entusiasmi dal mondo ambientalista. Le associazioni, infatti, da tempo chiedono l’interruzione della procedure che dovrebbe portare al rilascio del Paur (il provvedimento autorizzatorio unico regionale) e il ritiro dei progetti per presunte “gravi carenze documentali”. “Qualora la Regione decidesse, invece, di voler insistere nel proporre i progetti degli inceneritori – si legge in una nota stampa dei giorni scorsi – chiediamo che sia indetta una vera e propria inchiesta pubblica, per consentire la più ampia partecipazione e garantire una corretta informazione ai cittadini sugli impatti ambientali, sanitari, sociali ed economici”.
Inchiesta pubblica sui termovalorizzatori, cosa prevede
L’inchiesta pubblica è una procedura prevista dal Codice dell’ambiente che consente un dibattito molto più ampio e lungo sui grandi progetti. La Regione finora non si è mostrata disposta a seguire questa strada.
