La studentessa palermitana di 20 anni morta in Portogallo, lunedì i funerali

Elian Lo Pipero

La studentessa palermitana di 20 anni morta in Portogallo, lunedì i funerali

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Elian Lo Pipero |
sabato 06 giugno 2026 - 16:34
La studentessa palermitana di 20 anni morta in Portogallo, lunedì i funerali

Foto dai socialSofia Barillà, la studentessa palermitana morta in Erasmus. Foto dai social Sono stati...

Sono stati fissati i funerali di Sofia Barillà, la ragazza palermitana di 20 anni morta per un’ischemia cardiaca in Portogallo dove si trovava in Erasmus. Adesso dopo aver risolto i problemi legati al rientro della salma è stato deciso il giorno delle esequie, ovvero lunedì 8 giugno, alle 16, nella chiesa di Santa Teresa nel quartiere Kalsa a Palermo.

La Regione ha pagato per il rientro della salma di Sofia

Le spese del rientro della salma sono state sostenute dalla presidenza della Regione per volontà del governatore Renato Schifani che ha seguito da vicino la vicenda rimanendo in contatto costantemente con la famiglia della studentessa.

Morta in Erasmus, chi è la studentessa siciliana Sofia Barillà

La ragazza seguiva il corso di studi di Design a Milano e stava trascorrendo un periodo di 6 mesi nella città portoghese di Caldas da Rainha in quanto partecipante al programma Erasmus. Aveva frequentato il liceo classico Garibaldi di Palermo prima di iscriversi all’università e nel tempo libero faceva la modella. Era al telefono con la zia quando si è sentita male, la giovane avrebbe detto alla parente che la richiamava dopo perché non stava male ma purtroppo quella chiamata non c’è mai stata. A trovarla priva di vita i coinquilini.

“Io e Sofia avevamo un rapporto speciale – ha raccontato la zia -. Ci sentivamo più volte al giorno e per me era naturale sapere sempre come stava. Domenica sera stavamo parlando al telefono. Era appena tornata a casa e mi disse: «Zia, mi sto sentendo male, ti richiamo dopo io». Le risposi con tranquillità: «Va bene amore, mettiti a letto e alza le gambe». Pensavo fosse un malessere passeggero, qualcosa che sarebbe passato dopo un po’ di riposo. Ho chiuso la telefonata convinta che si fosse addormentata. Ho aspettato che mi richiamasse, ma quella chiamata non è mai arrivata. Le ho mandato diversi messaggi, ma non li visualizzava. Più passavano i minuti, più cresceva la preoccupazione. Così abbiamo contattato i suoi amici e i coinquilini per chiedere a qualcuno di andare a controllare. Purtroppo era già troppo tardi”.

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Fonte: QdS.it