Solo la “carta” rende liberi

Carlo Alberto Tregua

Solo la “carta” rende liberi

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Carlo Alberto Tregua |
mercoledì 23 settembre 2026 - 6:10
Solo la “carta” rende liberi

Giornaligiornali informazione Carlo Alberto Tregua 23 Settembre 2026, 08:10 Il mondo dell’informazione si è espanso...

23 Settembre 2026, 08:10

Il mondo dell’informazione si è espanso in maniera imprevedibile solo qualche decennio fa. Soprattutto i media sociali e i siti internet hanno amplificato le fonti che ora sono universali, con la conseguenza che in qualunque parte del mondo si può accedere alle reti satellitari e avere informazioni di e da qualunque altra parte del mondo. Non solo, ma si sono aperti enormi serbatoi e archivi di tutti i tipi e in tutte le latitudini, gestiti soprattutto da gruppi che ne traggono vantaggi economici. Per cui si può affermare, con una certa concretezza, che non esiste questione o argomento che non possa essere visionato o ascoltato da quasi chiunque e quasi dovunque.
Da quanto precede si evince che l’enorme ampliamento dello scenario informativo dovrebbe – sottolineiamo dovrebbe – consentire ai cittadini del mondo di sapere tutto quello che è accaduto nei secoli e che accade giorno per giorno, quasi in tempo reale.
Domanda: secondo voi è così o sta avvenendo, paradossalmente, esattamente il contrario?

Informazione, conoscenza e capacità di comprendere

Non vi sembri una bestemmia, ma secondo il nostro modesto parere sta avvenendo proprio il contrario e la ragione è semplice: l’informazione, in quanto tale, non è sufficiente a formare l’opinione di una persona se questa non possiede già un archivio informativo nel proprio cervello e dei software capaci di elaborare le new entry, collegandole alle informazioni che vi sono già. Questo è il nodo della questione.
I cittadini del mondo sono, a vostro avviso, nelle condizioni prima descritte? A noi non sembra nella maggior parte dei casi. Anzi, la possibilità di attingere a qualunque informazione sta creando sempre più confusione nel modo di ragionare e di pensare.
Quanto descritto sembra paradossale, come prima si accennava, perché, ripetiamo, da un canto l’informazione circolante sul Pianeta è aumentata a dismisura e, d’altro canto, la capacità di comprenderla e di collocarla nei posti giusti è diminuita in maniera altrettanto notevole.
Qual è la conseguenza di tale scenario? Che sempre meno persone detengono il sapere e possono quindi indurre i soggetti riceventi verso indirizzi di propria convenienza.

Informazione pilotata e manipolazione delle persone

Vi è un’altra questione non secondaria e cioè che nelle autostrade dell’informazione di vario tipo, i gruppi di potere, le corporazioni e le lobby veicolano le notizie a loro convenienti; non necessariamente menzognere; ma già la scelta di ciò che si trasmette e di ciò che non si trasmette è un modo per orientare – o disorientare – la comprensione delle persone che ricevono i messaggi.
Di quanto descritto nessuno parla, ovvero pochi parlano, con la conseguenza che l’ignoranza (cioè il non sapere il contenuto di ciò che avviene) si diffonde e la manipolazione delle persone aumenta, con l’ulteriore conseguenza che la maggior parte degli umani non fa quello che dovrebbe fare secondo elaborazioni proprie, ma secondo ciò che altri hanno loro messo in testa attraverso un’informazione pilotata.
Ecco il guaio che si sta verificando: la riesumazione di una sorta di feudalesimo dell’informazione, secondo il quale pochi si arricchiscono e molti si impoveriscono, perché al servizio dei potenti.

Carta stampata e approfondimento delle notizie

Che c’entra tutto quanto precede con la “carta”? C’entra perché libri (saggi) e quotidiani sono rimasti l’ultimo veicolo con il quale si fanno approfondimenti, si spiegano i fatti con premesse e conseguenze, si illustrano situazioni che siti e televisioni trattano solo brevemente, perché quei mezzi sono basati sulla rapidità di lettura.
Qualcuno potrebbe obiettare che le reti televisive e radiofoniche hanno programmi di approfondimento. È vero, ma sono pochi e frequentati da troppi amici. Raramente vi partecipano persone al di sopra di ogni sospetto, tra le quali vogliamo citare i professori Cassese, Monti e Vitale.
Non si capisce (o forse si capisce benissimo) perché nel nostro Paese vi sia stato un forte calo della vendita dei quotidiani in edicola, mentre in altri Paesi europei come Germania, Francia, Svezia e Gran Bretagna o negli Stati Uniti o in Giappone, la vendita delle copie di carta dei quotidiani si è incrementata e si mantiene a livelli adeguati.
La Federazione degli editori si sta occupando del problema: come fare aumentare la vendita delle copie cartacee dei quotidiani per aiutare i cittadini a capire meglio i fatti, in modo da pensare con la propria testa e non con quella degli altri!

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it